
SAN BENIGNO CANAVESE - Un piccolo grande aiuto per il verde il pubblico e un enorme esempio di senso civico da seguire. E’ quello compiuto da Erika e Claudio, due giovanissimi di San Benigno Canavese che, «seguiti» a distanza dai loro genitori, nei giorni scorsi hanno deciso di aiutare la loro comunità ripulendo interamente dalle erbe infestanti un lungo tratto di via Adua. L’iniziativa si è guadagnata con merito i complimenti dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco, Alberto Graffino: «Un gesto simbolico che sposa appieno il messaggio che l'Amministrazione sta cercando di trasmettere a tutti i concittadini, ovvero l'accrescimento del senso civico, l'amore per i beni collettivi ed il senso di comunità. Un famoso passo di Paulo Coelho dice: "Il mondo cambia con il tuo esempio, non con la tua opinione", ed Erika e Claudio ce l'hanno dimostrato!».
Erika e Claudio, che hanno rispettivamente 11 ed 8 anni e tra qualche giorno inizieranno a frequentare la seconda media e la quarta elementare, abitano da quando sono nati a San Benigno. «Il post su Facebook scritto ieri sera dal Comune di San Benigno, è stato una vera gratificazione per i nostri fanciulli – spiegano Gabriella Pesce e Marco Leto, i genitori dei due ragazzi - Oltre alla piccola “paghetta” ricevuta da noi genitori, li ha fatti sentire per un giorno un po’ protagonisti, solo per aver semplicemente ripulito due marciapiedi. Alla nostra proposta di andare a ripristinare la via, poiché il marciapiede era ormai impraticabile, divenuto solo luogo occulto per bisogni dei numerosi cagnolini, non se lo sono fatto ripetere due volte: in quattro e quattro otto, si sono catapultati nella via con tanto entusiasmo, un bel sacco grande, un paio di guanti e delle forbici da giardinaggio».
Armati di buona volontà hanno iniziato la loro opera di restyling della via: «Il vederli entusiasti e felici di “fare qualcosa di manuale”, piuttosto che stare in casa oziando tra la TV ed il cellulare (da noi avaramente centellinati) dopo aver fatto i compiti è stato per noi, già motivo di grande gioia: li abbiamo visti – senza peraltro bisticciare - lavorare duro, estirpando erbe, erbacce, rami e rametti, che durante l’estate son cresciuti impervi rompendo il cemento e divenuti più alti di loro. A distanza, li controllavamo ed osservavamo l’entusiasmo con il quale rispondevano a vicini e passanti che chiedevano e si congratulavano con loro – aggiungono Gabriella e Marco - La gratificazione più grande gli è giunta infine con l’encomio e ringraziamento del sindaco Graffino. Gratificazioni che non guastano certo anche per noi, vista l’ardua fatica che si fa oggi nell’essere genitori. Bisogna essere mamma e papà, amici, ed al tempo stesso cercare di essere buoni educatori, in questa nostra società non poi così semplice da affrontare nella vita frenetica cui ormai siamo inabissati, senza via di scampo».
«A sera, vederli ritornare stanchi morti, ma al tempo stesso felici di aver fatto un bel lavoro è stato per noi altresì divertente ed impagabile. L’obiettivo era fargli fare qualcosa di socialmente utile, laddove potessero vederne nell’immediato un vero risultato, ed al tempo stesso fargli comprendere il significato del lavoro eseguito. Inculcargli il rispetto per chi lavora, per chi si sporca, si taglia le mani, mentre altri purtroppo incuranti e meno sensibili deturpano il loro stesso habitat – raccontano i due genitori - Il nostro intento di genitori è quello di farli innamorare dell’ambiente che vivono, della natura e di tutto ciò che li circonda, che sia San Benigno o qualsiasi altro posto. Devono semplicemente imparare il rispetto per gli altri, nonché per se stessi. Parlare e criticare siamo tutti buoni. Siamo circa 6000 anime, e tolti i neonati, gli anziani e le persone impossibilitate, riteniamo che se ognuno nel proprio piccolo, e secondo le proprie possibilità, facesse del “suo”, andando anche fuori dal proprio orticello, tutti ne avremo un gran beneficio. Solo tenendoci per mano, potremo trasmettere un vero senso di comunità reciproca, e soprattutto dare un esempio pratico ai nostri giovani, che hanno serie necessità, oggi più che mai, di essere indirizzati su rette vie e socializzare educatamente. In realtà Erika e Claudio hanno fatto solo il loro dovere di giovani cittadini. Un piccolo contributo, che non dovrebbe essere additato come un “gesto eroico”, bensì come un amore comune verso la loro via, il loro Paese, per loro stessi e per il benessere di tutti i concittadini. Noi da genitori, auspichiamo che Erika e Claudio, oltre ad aver ripulito la strada dove abitano, e che vedono ogni qualvolta che si affacciano al balcone, possano avere imparato quanto importante sia fare più che dire !!».
C'è una proposta per il Comune: «Si potrebbero proporre vari lavoretti socialmente utili per i più giovani, che (supervisionati da un adulto, magari pensionati liberi e desiderosi ancora di mettersi in gioco), dietro piccole ricompense da parte del Comune sotto forma di bonus (esempio euro 50 a fine stagione per tot lavoretti… da poter spendere in gelateria, piscina, negozi di abbigliamento o in cartoleria) – concludono Gabriella e Marco - Questo sarebbe un’originale nonché utilissimo sistema per poter insegnare sin da piccini varie attività manuali (pulire, dipingere, scorticare, mettere transenne, tagliare l’erba) quindi far apprendere il significato del lavoro (oggi la pratica, a causa dei lunghi studi solo teorici s’impara troppo tardi), impegnando il tempo libero di bimbi/ragazzi, nonché eventualmente pensionati ancora in piene forze, ottenendo in contropartita piccoli e grandi servizi di pubblica utilità per il Paese, dietro limitatissime spese da parte della P.A. Dal dire al fare, si sa, oggi più che mai ci sono montagne burocratiche, ma chissà… ad ogni modo siamo convinti che Erika e Claudio, con il loro lavoretto, abbiano imparato molto e sono infinitamente grati che in tanti se ne siano resi conto».












