Sono due rivarolesi, Antonio Bonaudo e Danilo Conta Canova gli autori di questa provocazione alimentare che vuole scardinare i pregiudizi sulla celiachia e le intolleranze.
Nel ristorante Amaranto, che inaugurerà domenica 4 maggio alle 17,30, non ci sarà un menù “gluten free”, perchè tutti i piatti saranno elaborati senza l'uso di frumento,orzo,kamut e similari. Al suo posto verranno utilizzati il grano saraceno, il riso, il mais ed altri cereali per un risultato che lascerà i golosi senza parole.
“L'idea è di ribaltare il punto di vista” spiega Bonaudo, da anni nel settore dell'industria naturale, prima con la NaturalBio e poi come consulente. “Il celiaco o chi soffre di disturbi alimentari non sarà considerato un'eccezione ma sarà la norma. A differenza dei ristoranti tradizionali, Amaranto garantirà l'assenza di glutine in tutte le fasi della lavorazione semplicemente perché questa non sarà presente in nessuno dei piatti”.
Il locale di via Maurizio Farina 3 sarà aperto dal mattino alle 8 alle 22 per offrire un'alimentazione sana e leggera dalla colazione, fatta di biscotti senza glutine e torte casalinghe, alla sera con il carrello del pesce e le specialità piemontesi.
“La nostra filosofia – spiega Conta Canova, ex proprietario della Taverna dei Guitti e della gastronomia Tomate – è di lasciare ai clienti la massima libertà. La sezione gastronomia permetterà di scegliere se consumare i piatti sul posto o se invece portarli in ufficio o a casa”.
Se immaginate cibi senza sapore o privi di colore vi sbagliate nel menù compaiono ricette da metter l'acquolina in bocca, come l'Uovo di Colombo e il Cheviche di Gamberi. “Le due ricette – racconta lo chef – sono nate dalla ricerca di piatti semplici; il primo è un uovo, ovviamente di gallina, su un crostino di polenta nappato con la salsa del povr'om che accomuna Torino e Londra. La seconda ricetta è invece frutto di un periodo trascorso in Ecuador ed è caratterizzata dal sapore del coriandolo, che la rende fresca e profumata”.
Per convincere anche i più esigenti il ristorante presenterà un elenco degli ingredienti al dettaglio, partendo dall'acquisto della materia prima. “I grani – sottolinea Bonaudo – verranno macinati in sede ed in piccole quantità per mantenere le farine fresche”. Una trasparenza totale fin dalla cucina racchiusa in un cubo di vetro.










