
Bagno di folla a Rivarolo Canavese per Maurizio Cheli, l'astronauta italiano che ha inaugurato l'anno accademico dell'Unitre di Rivarolo-Favria-Feletto. Ancora una volta l'associazione del presidente Giacomo Antoniono ha colto nel segno. Presenti in prima fila il sindaco di Rivarolo, Alberto Rostagno, e il collega di Favria, Vittorio Bellone. Sala gremita al castello per l'astronauta e pilota, intervistato da Guido Novaria. Cheli, originario di Zocca, dopo aver vinto una rigorosa selezione nel 1991 pubblicata dall’Agenzia Spaziale Italiana, nel 1992 è entrato nella European Space Agency da dove viene inviato al Johnson Space Center di Houston alla Nasa per partecipare, primo non statunitense, al corso che lo avrebbe portato alla qualifica di Mission Specialist, ovvero di astronauta professionista.
Prima di allora tutti i non americani che avevano volato nello spazio lo avevano fatto come Payload Specialist, ovvero come specialista di carico utile, per cui la loro partecipazione al volo era legata esclusivamente alla propria specifica competenza scientifica legata ad uno degli esperimenti ospitati a bordo. Dopo anni di addestramento, nel 1996, a bordo dello Space Shuttle Columbia, Cheli partecipa alla missione STS-75 Tethered Satellite in cui ricopre, primo italiano, il ruolo di Mission Specialist. Il racconto di quella missione ha impreziosito la conferenza dell'Unitre.
Missione che Cheli racconta nel suo libro «Tutto in un Istante», il sogno di un bambino divenuto realtà grazie alla perseveranza e alla pazienza, qualità poco coltivate nella vita contemporanea. Attraverso la narrazione della sua vita, avventurosa ed entusiasmante anche per i giovani di oggi, l’astronauta riesce a mettere a fuoco tematiche educative e formative particolarmente attuali quali l’essere piloti della propria vita, la fiducia in sé stessi e nel gruppo di appartenenza, l’importanza dell’impegno e della costanza nel raggiungimento dei propri obiettivi-desideri.












