RIVAROLO CANAVESE - Agricoltura biodinamica, Dino Mellano nuovo presidente di Demeter Italia

RIVAROLO CANAVESE - Tutela e rispetto della terra, benessere degli animali e qualità dei prodotti. Sono le linee guida che ispirano ogni giorni gli agricoltori «biodinamici» che si impegnano con passione e determinazione nella ricerca dell’equilibro e giusto connubio tra uomo e natura. Tra questi c’è senza dubbio il rivarolese Dino Mellano. Cresciuto in una famiglia di allevatori, titolare di una importante azienda agricola in Canavese è stato nominato da poco presidente di Demeter Italia.

«Sono prima di tutto un papà e un agricoltore innamorato della mia terra.   Il mio lavoro è la mia passione e per necessità sono anche dovuto diventare un imprenditore – spiega Dino Mellano - Sono canavesano di nascita e sono cresciuto nell’azienda di famiglia.  Fin da piccolo, sotto l’influenza dei miei genitori Stefano e Graziella, ho imparato a fare l’agricoltore con entusiasmo e curiosità sempre vivi.  I miei mi hanno insegnato il rispetto per la terra e per il lavoro e l’orgoglio di fare bene.   Da mio papà Stefano ho ereditato l’interesse per il metodo biologico e biodinamico che portiamo ancora avanti oggi a distanza di oltre 40 anni».

Quale differenza c’è tra biodinamica e un metodo di allevamento convenzionale? «Le differenze sono a livello di gestione della mandria, con particolare attenzione all’alimentazione degli animali ed alle rotazioni colturali in campo» aggiunge Mellano.

Da quanto fa parte di Demeter e qual è la mission dell’associazione sotto la sua presidenza? «L’azienda agricola fa parte di Demeter da circa 30 anni. Sono consigliere nazionale da circa 15 anni. Ho sempre cercato di promuovere il territorio organizzando la locale sezione dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica ed altre attività di volontariato a favore soprattutto dei giovani che si vogliono avvicinare al mondo agricolo. I nuovi impulsi alla Demeter Italia saranno quelli della maggiore collaborazione tra gli agricoltori, la formazione continua e dei giovani, la ricerca».

La storia del marchio Demeter risale al 1927, quando alcuni agricoltori che coltivavano la loro terra seguendo i principi della biodinamica decisero di tutelare i loro prodotti e le loro aziende. Fu così che pensarono a Demetra, dea della fertilità e della terra. Oggi Demeter è presente con i suoi enti di certificazione in ben 43 stati, coordinati dalla Demeter International, la federazione con sede in Germania (Darmstadt) nata nel 1997 allo scopo di garantire una stretta cooperazione nei settori legali, economici ed etici. Attraverso la sua sede di Parma, l’Associazione svolge un’attenta azione di controllo sulla produzione, la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti biodinamici, seguendo ogni fase della filiera fino al rilascio della certificazione e all’etichettatura. Le norme da rispettare per ottenere la certificazione e il marchio Demeter fissano i metodi per la produzione vegetale (uso di compost e preparati, divieto di materiali geneticamente modificati), ma anche direttive per la lavorazione della carne, prodotti caseari, prodotti di panificazione, frutta, verdure, spezie, erbe aromatiche, e prodotti non alimentari come i cosmetici e i prodotti tessili.

La pandemia ha cambiato o sta cambiando in vostro settore? Come bisogna agire? «La pandemia sta creando difficoltà in tutto il settore. La mancanza di personale in alcuni momenti, il rallentamento del mercato, i cambiamenti climatici, l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, la riduzione del turismo sono tutti elementi che incidono sulle condizioni economiche degli agricoltori – commenta Dino Mellano - Auspico un intervento deciso delle istituzioni attraverso riforme di semplificazione burocratica, digitalizzazione nelle zone di campagna, stabilità nei costi, maggiore formazione dei giovani e soprattutto grande vicinanza a tutto il settore agricolo che in Italia rappresenta tradizione ed eccellenza».

Agricoltura biodinamica e Canavese: qual è la situazione nel nostro territorio? Cosa c’è da fare per le nostre zone e le aziende locali di produttori?  «Nel Canavese ci sono diverse aziende agricole biologiche e biodinamiche che rivestono un ruolo importante a livello nazionale ed internazionale e sono, per il loro territorio, un punto di riferimento produttivo per la qualità del prodotto e per la sostenibilità ambientale oltre ad essere importanti realtà culturali. Il Canavese ha tanto da offrire in termini di specialità gastronomiche, tradizioni e cura del territorio. C’è tanto da fare per migliorare la collaborazione e promuovere la visibilità anche a livello internazionale della nostra amata regione che ben potrebbe figurare tra altre più blasonate. Gli agricoltori canavesani sono caparbi e tengono duro e vedere premiata la loro perseveranza sarebbe per tutti uno sprone a fare ancora meglio.  Questo vuole essere un invito a tutti a riavvicinarsi alla territorialità, a farsi raccontare la storia e la fatica dietro ogni prodotto canavesano, a dare un voto di preferenza agli operatori che preservano e custodiscono la nostra amata Terra».