
QUAGLIUZZO - «Quando compri qualcosa da un artigiano, non compri un semplice oggetto. Compri centinaia di ore di esperimenti, fallimenti e prove. Compri giorni, settimane e mesi di frustrazione e momenti di pura gioia. Non stai comprando un oggetto, ma un pezzo di cuore, una parte di anima, un momento della vita di qualcun altro. Compri dall’artigiano il tempo impiegato per fare quello che è la sua passione e il tuo piacere». Sono le parole del canavesano, Renzo Zucca, uno degli ultimi artigiani del nostro territorio e della regione a lavorare il legno e a tornirlo manualmente, «a la moda veja» come direbbero i nostri nonni.
Classe 1948, residente a Quagliuzzo, Renzo, oggi in pensione, coltiva nel suo laboratorio vicino casa come hobby l’arte di intagliare e tornire con la stessa passione, precisione certosina e impegno che hanno caratterizzato quello che per anni è stato il suo lavoro. Un’attività che lo ha portato ad essere conosciuto e apprezzato da tutti. «Nel 1967 ho conseguito il diploma come perito industriale meccanico. Ho studiato matematica e scienze e nel 1968/69 sono partito per il servizio militare alla Scuola Allievi Ufficiali e Sottufficiali Artiglieria di Foligno – racconta Renzo Zucca – Nel 1970 sono stato assunto in Eaton, all’ufficio tecnico e dopo 7 anni mi sono licenziato e ho iniziato a lavorare come artigiano, specializzato in torneria in legno. Mi sono “innamorato” di questo materiale perché non si può contraffare e ha un profumo buono. Passare dalla meccanica al legno non mi preoccupava, serviva sempre precisione e in più c’era molta fantasia che non mi è mai mancata. Lavorare il legno per me è bellissimo, è come “giocare”. I primi attrezzi li ho acquistati con la liquidazione di mia moglie. Ho iniziato a tornire sotto una tettoia ad ozegna, da mio cugino. Poi ho costruito il mio laboratorio. E’ stata una bella sfida, ma non ho mai lasciato nessun fornitore da pagare».
Nel 2000 è arrivato anche un riconoscimento tanto meritato quanto importante per Zucca: il titolo di «Eccellenza artigiana» conferito dalla Regione Piemonte a chi opera garantendo il rispetto della tradizione e la qualità del prodotto. «E’ stata una bella soddisfazione – commenta Renzo Zucca – e un riconoscimento per il mio lavoro di restauro di mobili e carrozze e di tornitura manuale di mobili. Sono stato il primo in Canavese a riceverlo. Ho tornito a mano il legno per molti falegnami della zona. Per alcuni anni ho anche fatto parte della commissione “Mostre e mercati dell’artigianato” di Torino».
Renzo Zucca non ha mai fatto mancare il suo impegno pure nel mondo dell’associazionismo e della vita politica locale. E’ entrato a far parte dell’Amministrazione comunale di Quagliuzzo per la prima volta nel 1975, è stato vice sindaco prima e poi sindaco nel 2014. Un incarico che ha però dovuto abbandonare prima della fine del mandato per problemi di salute. E’ stato capogruppo degli Alpini di Castellamonte, di cui è socio dagli anni ’70, e presidente del gruppo Artiglieri sempre di Castellamonte. Nel 2001 è stato fondatore del Moto Club Alto Canavese, che ha contato in passato anche più di 150 iscritti. Oltre alle due ruote, tra le sue passioni ci sono il calcio, dove tifa Torino, l’apicoltura, il teatro con Vittoria Minetti e il Carnevale di Ivrea, dal 1984 vissuto nelle fila degli Aranceri Diavoli. Una passione, quest’ultima, trasmessa alla figlia Chiara. «Sono una persona curiosa e questa curiosità mi ha portato a fare molte cose diverse nella vita. Per un po’ ho sognato anche di aprire una pasticceria a Quagliuzzo – conclude Renzo – Non mi sono mai posto il problema di “non saperlo fare”. Questo è un po’ il mio segreto».












