
Taglio del nastro per il nuovo polo museale di Pont Canavese. Domenica ha aperto i battenti anche l'ultima area espositiva, la vecchia foresteria della Sandretto, dove si trova il rinnovato «Museo della plastica». L’esposizione di Pont è unica. Non solo perché è stata la prima del suo genere ad aprire in Italia. Ma perché contiene diversi oggetti rivoluzionari. Si fa in fretta a parlare di radio, fermacapelli, portapenne, ventilatori, braccialetti e rasoi. In realtà, quando quegli oggetti arrivarono sul mercato, dimostrarono che la plastica è, come disse qualcuno, “il materiale che Dio si era dimenticato di creare”. Non solo per la sua utilità pratica, ma anche per le svariate possibilità di modellarla.
Non a caso chi ha lavorato sulla plastica ne ha subito intuito l’importanza anche per il design, l’arredamento, la tecnologia. Il museo è la storia di questo percorso: dai primi oggetti di “parkesine”, l’antesignano della moderna plastica, alla scoperta della celluloide nel 1870. Per poi proseguire con le innovazioni del secolo scorso, quando le materie plastiche sono diventate parte integrante della vita di tutti i giorni, indispensabili. Oggi sarebbe davvero un altro mondo se non fosse iniziata “l’era della plastica”, sicuro argomento di studio per gli storici che verranno. La collezione di Pont era stata ideata sfoltendo l’archivio di oltre tremila pezzi custodito dai fondatori della Sandretto, Modesto e Dino. Poi la crisi industriale, i passaggi di proprietà e la mancata promozione, hanno rapidamente affossato il museo. Nei due giorni successivi all’apertura, giugno del 1995, oltre 2500 persone affollarono le stanze della palazzina Sandretto.
Oggi la rinascita, grazie al «Gruppo Cannon», la multinazionale che ha acquisito le opere. Dopo cinque anni di attesa, nel complesso industriale della Sandretto, il museo è tornato a disposizione dei pontesi e di tutti coloro che decideranno di visitarlo. «Proprio non ce la siamo sentita di passare per quelli che hanno buttato all’aria questo patrimonio – dice Bruno Fierro, direttore marketing della Cannon – avevamo un impegno con questo paese e siamo riusciti a mantenerlo. Questi pezzi meritano una visita, anche solo per la loro importanza». Il museo sarà affidato ai volontari della Pro loco di Pont che ne garantiranno l’apertura tutti i weekend nel periodo estivo.
Nel video le immagini registrate a settembre in occasione del primo taglio del nastro del polo museale.















