
PONT CANAVESE - Mostrare attraverso l’arte e la pittura ciò che si vede con i propri occhi e il proprio cuore. Così l’emergente pittore canavesano, Carmine Antonio Carvelli, è riuscito a colpire l’attenzione di Papa Francesco e a incontrarlo a metà agosto nell’udienza generale che si è tenuta nell’aula Paolo Sesto in Vaticano.
E’ stato un giorno indimenticabile quello vissuto lo scorso 17 agosto 2022 per il giovane artista pontese che, nell’occasione, ha consegnato un suo meraviglioso ritratto del Sommo Pontefice proprio nelle mani dello stesso Jorge Mario Bergoglio. «Incontrarlo è stata un’emozione difficile da descrivere – spiega Carmine Antonio Carvelli – Devo ancora metabolizzare quando successo. Ho iniziato a dipingere il ritratto di Papa Francesco due anni fa, durante le restrizioni per la pandemia. L’idea era di esercitarmi con i colori ad olio, così ho comprato delle tele e mi sono messo a dipingere. Appena ho visto quell’immagine del Santo Padre su internet, mi sono sentito ispirato. Così è nata l’opera. Poco dopo ho inviato una lettera alla Segreteria Pontificia del Vaticano spiegando il quadro e allegando una foto del ritratto in lavorazione. Dopo quattro giorni mi hanno risposto, invitandomi all’udienza generale ad aprile 2021. Purtroppo, però l’emergenza da Covid ha rallentato tutto».
«Sembrava un sogno destinato a restare nel cassetto – aggiunge Carmine Antonio Carvelli – Invece, con l’allentamento delle misure restrittive e l’arretramento della pandemia, questa estate ho nuovamente contattato il Vaticano. Mi hanno richiamato e il 16 agosto ero alla Casa Pontificia di Città del Vaticano a ritirare l’invito ufficiale per partecipare all’udienza generale del 17».
Un mercoledì speciale e unico per Carvelli: «Sono stato accompagnato da tutti i membri della mia famiglia. Dal Vaticano mi hanno anche concesso di portare il mio fedele e adorato cane Modì. E’ un’eccezione, che mi ha fatto molto piacere. Le stesse guardie svizzere erano un po’ sorpese e si sono informate prima di lasciarmi entrare col cagnolino. Ho potuto assistere all’udienza in prima fila accanto ad autorità e cardinale. E’ stato emozionante. Non dimenticherò mai le parole che mi ha rivolto Papa Francesco: mi ha detto che sa che nel mondo in generale e in quello dell’arte gli ostacoli non sono pochi, ma mi ha anche invitato a continuare per la mia strada e a non arrendermi di fronte alle difficoltà. Custodirò gelosamente il rosario con sigillo papale che mi è stato donato e il ricordo di quei momenti. Il Sommo Pontefice mi ha tenuto le mani durante tutto l’incontro, ha persino simpaticamente scherzato con me sul suo ritratto. Mi sono sentito in un ambiente familiare. Ho percepito nitidamente la grande umiltà e umanità del Santo Padre. Ho realmente compreso perché è chiamato il “Papa della gente”».











