OGLIANICO - Dal Canavese al Salone del Libro: Oggi c'è il sole... per lo scrittore Roberto Paglia - FOTO

OGLIANICO - C’è qualcosa di magico nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno. Quelle messe nero su bianco nel romanzo «Oggi c'è il sole... per me» dall'emergente scrittore canavesano, Roberto Paglia, l'hanno portato fino a vivere da protagonista l'ultima Fiera del Libro andata in scena lo scorso week-end a Torino. La «prima fatica letteraria» dell'autore oglianicese ha colto nel segno e regalato emozioni ai lettori. «L'idea di scrivere un romanzo nasce per gioco - racconta il 42enne - Nasce dal titolo del romanzo stesso che doveva essere un musical "da oratorio" che volevamo scrivere io ed un mio caro amico (e che avrebbe avuto tutt'altra storia). Poi, sai com'è, la vita, gli studi, il lavoro... si cresce, i sogni "futili" vengono messi da parte e il musical è stato abbandonato nel cassetto dei ricordi a prendere polvere in eterno. Ma quel titolo (che inizialmente era solo Oggi c'è il Sole) era ancora lì, nella mia testa, come quelle lampadine ai bordi dei giardini che, ricaricate dal Sole di giorno, durante la notte rimangono accese emettendo quella luce soffusa, quasi traballante, che sembra debba spegnersi da un momento all'altro e che invece non si spegne mai. La storia è poi uscita da sola, per caso, perchè io stesso non avevo idea di dove e come sarebbe andata a finire... come se la raccontassi a me stesso mentre la scrivevo». 

Nella prefazione curata dalla casa editrice si legge: «Gioele è alla continua ricerca di sé stesso». C’è un po’ di Gioele nel Roberto scrittore e in quello della vita di tutti i giorni? «Gioele è alla continua ricerca di sé stesso perché vive quell'età di transito tra l'essere adolescente e l'essere più adulto... l'età delle domande e di quelle risposte così difficili da interpretare - aggiunge Paglia - Sicuramente in Gioele c'è un po' di quel Roberto che ha fatto sì che "Roberto scrittore", titolo che non mi si addice ancora, terminasse questo libro passati i 40 anni... Forse sono quelli che mi ci sono voluti per trovarmi davvero... chi lo sa. Penso che in Gioele, in Alice, in Giorgia, Seba, Mac e Francesco, in fondo ci sia un po' di tutti noi.Credo che in questo libro ci si possa ritrovare in tanti personaggi e a qualsiasi età...».

Il libro sta facendo il pieno di consensi. E’ un romanzo che regala sorrisi, emoziona e fa riflettere. «Vivere l'esperienza del Salone internazionale del libro, è stato strano - spiega l'autore - E' l'unica definizione che ora mi viene in mente. Dicendolo alla Notting Hill: "Surreale ma bello"! Quando sono arrivato e all'ingresso ho presentato il mio biglietto sul quale c'è specificato "scrittore", mi hanno fatto accedere da una corsia preferenziale, neanche fossi "chissà chi"... Poi la bella accoglienza allo stand della casa editrice, tutte quelle persone intorno... le foto di rito... insomma, sicuramente il periodo che stiamo vivendo ha posto tanti limiti che altrimenti non ci sarebbero stati, per cui forse l'ho vissuto un po' "in sordina", ma la sera, quando sono andato a letto, riguardando le foto, soprattutto quelle del mio libro in mezzo a tanti altri libri, mi ha fatto addormentare con il sorriso».

«È vero, il libro sta avendo pareri positivi e finora è piaciuto a tanti, ma io scherzando dico sempre che ho la fortuna di conoscere molte persone e che la gente non si osa dirmi il contrario... inutile nascondere che, quando si ricevono dei complimenti, un po' l'autostima sale... sapere che ciò che hai scritto possa suscitare emozioni, dai sorrisi, alle lacrime, a qualche riflessione più profonda, è sicuramente l'aspetto più bello. Dall'altra parte, pensare che cose che hai scritto magari anche in una sorta di inconsapevole intimità, lontano anni luce dal pensare che un giorno il tuo racconto sarebbe diventato un libro, beh quello un po' "spaventa" (anche se non è la parola giusta)... Diciamo che mette a nudo qualche aspetto più riservato e fragile dell'autore... ma è una sensazione piacevole anche questa in fondo... e bisogna essere bravi a celare questa interiorità nel racconto, perché il lettore, a maggior ragione se è un conoscente, venga rapito dalle avventure del protagonista senza fare troppi paragoni con chi il protagonista se l'è inventato». Il romanzo non è un punto di arrivo, ma di partenza per Paglia: «Un ringraziamento particolare va a Paola Cometto... non posso dire di più, o forse non voglio dire di più. Lei lo sa, così come le persone che sanno a cosa mi riferisco... dico solo che senza "il suo permesso" il libro non sarebbe stato lo stesso. I prossimi appuntamenti da scrittore sono qualche presentazione a cui sono stato invitato (con date da definire) e la fiera di Roma "più libri più liberi" che sarà dal 4 al 8 di dicembre. Infine ci sono altre idee, spero di riuscire a scrivere altro al più presto».