MONTALENGHE - Così il paese ha deciso di puntare sulla sua vocazione turistica - FOTO e VIDEO

MONTALENGHE - Prosegue con l'intervista alla prima cittadina di Montalenghe, Franca Rita Ladu, la rubrica «Venerdì dal Sindaco» che, per iniziativa della Direzione comunicazione e rapporti con i cittadini e i territori della Città Metropolitana, propone reportage televisivi e interviste ai primi cittadini dei piccoli Comuni nel canale YouTube dell'ente.

Puntare sul turismo significa soprattutto valorizzare un territorio che ha davvero molte carte da scoprire: tra gli edifici di particolare importanza, situato su un promontorio nel centro del paese e circondato da un grande parco si trova quello che oggi è conosciuto come il Castello di Montalenghe, bene tutelato dalla Soprintendenza e costruito su una struttura preesistente del XV-XVI secolo. Qui nel 1800 soggiornò Napoleone. All'interno del parco, sul punto più alto del promontorio, si trova un cedro monumentale di rara bellezza, che ha un’età di circa 300 anni, una circonferenza di 14 metri e un’altezza di 37. Dopo anni di abbandono, questo luogo sta provando a ritrovare il suo splendore grazie all’attuale proprietà, che ha in corso un importante intervento di riqualificazione architettonica e naturalistica. Nella prossima primavera sono previste aperture al pubblico del parco, sino ad oggi rimasto chiuso al pubblico.

Montalenghe disegna la sua vocazione turistica anche attraverso la storia legata a luoghi come la fontana della Lussana, il masso erratico della Pera del Vais e il Sentiero delle Pietre Bianche. Un’altra delle peculiarità locali è il pandolce canavesano Bagolaro (dal nome dell'albero che dà ombra e strumenti al Canavese), creato nel 2016 dalla storica cremeria del paese. 

Ma cosa c'è nel futuro di Montalenghe? «Oltre a sottolineare l’importanza di avere qui sul territorio una scuola funzionale come la Pertini e un centro polifunzionale che permette l’organizzazione di vari eventi, l’intenzione di questa amministrazione è quella di creare un museo etnografico. - afferma la Sindaca Ladu - La cosa che a noi preme di più è far conoscere Montalenghe non solo per i suoi siti storici, ma anche per la vita che si conduce in questo paese, perché la socialità, anche nel periodo del Covid, è stata molto forte e i paesani si sono avvicinati rendendosi utili gli uni agli altri».