LOMBARDORE - La giovane sommelier Sabrina Mussetta e la squadra torinese trionfano al torneo The blind - FOTO
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LOMBARDORE - Conoscere il «nettare degli dei» e le diverse tipologie di vino è un talento che, secondo Alessandro Borghese, va alimentato con competenza e curiosità. Due qualità che appartengono alla lombardorese, Sabrina Mussetta. La sommelier canavesana con la sua squadra si è aggiudicata, lo scorso 15 ottobre al Royal Garden hotel di Assago (Milano) il torneo «The Blind».

All’importante manifestazione hanno partecipato 18 team appartenenti ad altrettante delegazioni provenienti da diverse regioni italiane. Il torneo consiste nel riconoscimento «alla cieca» di 12 vini italiani Doc e/o Docg: una bollicina, 5 bianchi, 5 rossi, un dolce. In base alle risposte fornite, ad ogni team è stato poi attribuito un punteggio. La vittoria è andata alla squadra col punteggio finale più alto. 

La delegazione di Torino era rappresentata dalla squadra composta da Elena Vesco, Giancarlo Lievore Gabriele Gavarra e capitanata proprio dalla lombardorese Sabrina Mussetta, che è laureata in medicina chirurgia,  attualmente specializzanda in anestesia e rianimazione presso l'ospedale Maria Vittoria di Torino ed è sommelier Fisar dal 2018.

La delegazione torinese ha sbaragliato l’agguerrita concorrenza, classificandosi al primo posto davanti alle compagini di Milano Duomo e Pavia. «E stato un grande successo per noi e per la delegazione che rappresentiamo – commenta Sabrina Mussetta - Ringraziamo di cuore le nostre riserve: Silvia Paola Lavinia e Nicola con cui ci siamo costantemente allenati e confrontati. Ringraziamo inoltre il direttivo della delegazione Fisar di Torino nella persona del delegato Sandro Cirillo, del responsabile eventi Michele Capra e del segretario Roberto Giuffrida Trompetta che ci hanno accompagnato incoraggiandoci e supportandoci durante il percorso».

«La scelta di far capitanare la squadra ad una giovane donna - dichiarano dal direttivo Fisar Torino - ha trovato tutti concordi. Oltre a valorizzare le indubbie e ampiamente confermate competenze e capacità tecniche di Sabrina, vuole essere un segnale per i giovani e soprattutto per le giovani donne (Sabrina era tra le partecipanti più giovani del torneo) per le significative opportunità che può dare il mondo del vino e più in generale della ristorazione».