L'eccellenza canavesana del Molino Peila, museo per un giorno con il Gran Tour
Sabato scorso, più di una quarantina di persone hanno visitato il Molino Peila di Gallenca. Il sito è stato inserito tra i luoghi dell'itinerario «Mulini e Fornaci in Canavese» promosso dall'Ecomuseo del Freidano di Settimo Torinese, nell'ambito del “Gran Tour” gli itinerari della Regione Piemonte. L'azienda, che ogni anno trasforma in farine e polenta oltre 70 mila tonnellate di mais si è trasformata in un insolito museo per i visitatori. Il gruppo è stato accolto da Ugo Peila, che ha raccontato la storia e la struttura del mulino. 
 
Il sito produttivo è nato sicuramente prima dell'Unità d'Italia e dal 1924 appartiene alla famiglia Peila. Nato per la macina di mais e grano duro, negli ultimi anni si è concentrato sulla lavorazione del granoturco, inaugurando anche un nuovo stabilimento a Riva di Chieri per la produzione di farine di riso. Al termine di un breve video di presentazione, Laura Bertetto, responsabile della qualità, ha spiegato le modalità di lavorazione del chicco di mais. 
 
«La prima fase – ha spiegato – consiste nell'analisi della qualità del chicco, che proviene prevalentemente da coltivatori piemontesi e locali, e solo dopo aver superato dei rigorosi test viene lavorato. Il primo processo prevede la separazione del germe, la parte meno nobile, dalla parte importante che subisce diverse fasi di selezione meccanica». Accompagnati anche da Simone Peila e dall'agronomo Alessandro Peila, i visitatori hanno ammirato il lavoro dei grossi setacci meccanici che dividono i chicchi, ed i macchinari che permettono di ottenere il prodotto finale. 
 
Il gruppo è rimasto particolarmente affascinato anche dal reparto confezionamento, che raccoglie marchi da tutto il mondo. Pur avendo una propria linea di prodotti a marchio Molino Peila, l'azienda produce farina e polenta anche per Barilla, Divella e Agnesi. «In genere – spiega Ugo Peila – le farine che sulla confezione riportano come luogo di confezionamento lo stabilimento di Valperga passano di qui». 
 
Una parte della produzione viene però destinata al mercato estero, in primis Germania, Francia, Spagna ed Inghilterra, ma anche in paesi oltre oceano come Canada, Australia e Stati Uniti. «Questa è una tappa importante – spiega Marianna Susanelli, coordinatrice insieme a Vito Lupo del Museo del Freidano – perché dopo aver visto il mulino ottocentesco di Settimo permette di vedere un molino “di oggi”, legando idealmente due realtà industriali».
 
In questi giorni il Molino Peila ha fatto parte della spedizione italiana alla fiera Sial di Parigi, il salone internazionale dell'alimentazione (www.sialparis.com). I prodotti made in Canavese erano presenti alla fiera nello stand del Molino dove, tra le altre cose, è stata offerta polenta gratuita ai visitatori grazie alla collaborazione con un noto chef. Il prossimo mese, invece, il Molino Peila sarà tra i protagonisti del «Gluten Free Expo» di Rimini (dal 14 al 17 novembre), il primo salone europeo interamente dedicato all'alimentazione senza glutine.
 
Sabato, il nutrito gruppo di turisti in visita allo stabilimento di Gallenca, si è fermato a lungo nel nuovo spaccio dell'azienda, dove è possibile acquistare direttamente i prodotti del Molino Peila. Dal produttore al consumatore in un solo, rapido, passaggio.
 
Nella fotogallery le immagini della visita allo stabilimento e dello stand di Parigi (per info www.molinopeila.it).