IVREA - La cantautrice Pamela Guglielmetti non si ferma mai: uscito il nuovo album «Cammino controvento»

IVREA - Dove metti il cuore nasce la bellezza. E’ il mantra della cantautrice, Pamela Guglielmetti. E’ uscito venerdì 22 Ottobre «Cammino controvento», nuovo disco dell’artista molto apprezzata e conosciuta nel nostro territorio per aver anche insegnato diversi anni al Liceo artistico Felice Faccio di Castellamonte. Figlio dell’attuale pandemia, l’album rispecchia perfettamente questo momento particolarmente  difficile in cui la vita di un’artista cambia in maniera radicale. Questa impossibilità di esprimersi a 360 gradi e di diffondere le proprie visioni ad un pubblico,  insieme alla fissità e all’isolamento che hanno permesso di aprire finestre su di un mondo che  sta cambiando cogliendone gli aspetti più impalpabili e contraddittori, hanno spinto Pamela a  scrivere e a portare alla luce aspetti della propria vita trascurati per troppo tempo, ormai dimenticati.

«Vivo da due anni in Liguria perchè la vita mi ha portata qui nella mia scelta di dedicarmi interamente alla musica e all'arte, ma torno puntualmente in Canavese – spiega Pamela Guglielmetti - “Cammino controvento” ci vuole ricordare quelli che sono i valori fondamentali, spesso trascurati in nome di una corsa verso mete imprecisate e, il più delle volte, imposte.  Il disco, con le sue nove tracce, cerca di offrire una visione speranzosa, a cui si giunge però  anche attraverso necessarie prese di coscienza e una buona dose di onestà verso se stessi: lo sguardo sul mondo interiore ed esteriore di un’artista e di una donna accarezza e ricerca qui una verità e una luce che affiorano nonostante il momento storico apparentemente cupo e plumbeo».

In attesa di avere informazioni precise sugli eventi dal vivo, c’è un primo appuntamento imperdibile: «Mercoledì 27 alle 21,30 trasmetterò in diretta Facebook  dalla mia pagina:Pamela Guglielmetti Artist un concerto di presentazione del nuovo disco, senza grandi effetti speciali. Il desiderio è quello di condividere in una atmosfera molto intima questo immenso lavoro, con chi avrà piacere di fare questo viaggio». Il titolo dell’album si rifà a quella che sembra essere una caratteristica innata di Pamela: il non fermarsi mai  di fronte alle apparenze, ai luoghi comuni, agli ostacoli, cercando sempre e comunque di  seguire e preservare la propria verità, la propria natura più autentica.  Camminare controvento non è inteso tanto come un lottare contro una corrente contraria, ma  un avanzare lasciando che quella forza segua il suo movimento, facendosene sfiorare, senza  perdere il punto fisso a cui si sta mirando: come una freccia che riesce a fendere l'aria senza  opporvisi perché ne conosce la natura e la direzione.
 
La cantautrice, eporediese di nascita, per la realizzazione di questo disco, ha collaborato con professionisti - quali Guido Bottaro ( pianista), Maurizio Fiaschi (compositore), Paolo Zebolino (ghirondista) - che l’hanno spinta anche verso territori più sperimentali. Questo è il terzo album da lei pubblicato, ma sicuramente il primo in cui riesce a mettere se  stessa in tutta la sua completezza: non solo la Pamela musicista e cantautrice infatti, ma anche la  danzatrice, l’attrice e la scrittrice. Un’artista a tutto tondo che riesce a fondere tutte queste forme creative ed espressive e a creare così ad un’armonia di linguaggi che si esprimono  all’unisono dando vita al suo lavoro artisticamente più maturo.

Pamela Guglielmetti ha pubblicato il suo primo album L'eco dei mondi perduti nel 2019 seguito da Frammenti, disco candidato al Premio Tenco 2020. Ha cominciato come danzatrice professionista al Teatro Nuovo di Torino per poi lavorare per diversi anni come coreografa, attrice e danzatrice. Con l'Archivio Storico Olivetti nel 2004 ha recuperato le memorie di una delle massime esponenti della psicoanalisi italiana Luciana Nissim Momigliano (in particolare sulla sua prigionia nei lager nazisti), ridandole voce in "Una Vita", spettacolo rappresentato nel 2015 al Teatro Franco Parenti di Milano e in numerose altre repliche.