
IVREA - Opere istintive, emozionanti e figurative, che con la potenza dei propri colori sanno rubare l’occhio all’osservatore e confrontarsi con il quotidiano, anche quando si tratta della guerra. Sono le creazioni di Galliano Gallo, autore della maxi bandiera azzurra e gialla dell’Ucraina, dipinta sul selciato di piazza Ottinetti.
Ritrattista, pittore, illustratore, street artist, art designer o artista del tuo tempo? Quale di queste definizioni ti rispecchia meglio? Chi è oggi Galliano Gallo? «Come artista abbraccio un po’ tutte queste discipline. Ultimamente, mi sto cimentando con i murales. Più che street artist, mi piace definirmi “muralista” definizione che mi è stata coniata a Ventimiglia con la collaborazione dell’Associazione Popoli in arte. Lo faccio anche didatticamente: con le scuole di ogni grado e ospiti di una struttura per disabilità mentali. Nelle scuole trasformo, per esempio, i singoli disegni dei bambini in una composizione che riprodotta sul muro sarà da loro colorata. Prendendo spunti dai loro disegni si realizzano delle composizioni allegre e coloratissime. Insomma, sono un artista a 360°: unisco arte e divertimento».
Sue opere si trovano in diverse collezioni private in Italia, Svizzera, Francia, Cile, Spagna e Australia. Ma Galliano Gallo nasce a Ivrea il 16 febbraio 1957.
Qual è il rapporto con la città delle Rosse Torri? E con il Canavese? «Il nostro territorio è sempre stato molto stretto. Tengo molto a lavorare a Ivrea, dove sono nato, e in Canavese. Mi attivo e collaboro con le realtà locali, come la Pro loco di Quincinetto, dove vivo. Qui da noi c’è un capitale umano e artistico notevole, purtroppo sottovalutato. Abbiamo artisti, illustratori bravissimi e ricchi di talento che sono poco valorizzati. Penso a Francesco Corni, Alfredo Samperi, Lucia Fuso, Eugenio Guarini e Ugo Sarteur, recentemente scomparsi. Ultimamente però, ci sono amministrazioni comunali sempre più disponibili ad un approccio positivo con le arti in generale e la cultura».
Recentemente, con una marcia e anche con le tue opere hai preso posizione sulla delicata questione Ucraina. Qual è il tuo punto di vista e come l’arte può veicolare un importante messaggio di pace in questi delicati momenti? «Sono sempre stato molto impegnato a livello personale nel sociale e per la pace – aggiunge Galliano Gallo – e movimenti antinucleari, come quello negli anni ’80 contro i missili da crociera Cruise che la Nato voleva dislocare nella base siciliana di Comiso. L’arte, come la musica, il teatro, può essere un mezzo importante per amplificare la richiesta di pace. Gli artisti in questo senso possono dare molto. Basta pensare come l’opera Guernica di Picasso rappresenti un’icona universale contro la barbarie della guerra. Nessuna guerra, ha senso. Non solo quella in Ucraina. Bisogna crescere le nuove generazioni nella cultura di pace e fratellanza. La bandiera realizzata in piazza Ottinetti è nata così, per dare un segnale abbinato alla marcia per la pace di noi artisti. Significativa è stata la richiesta spontanea di alcuni ragazzi di unirsi e colorare insieme alcuni cubetti».
Nel futuro di Galliano Gallo cosa c’è? Sogni nel cassetto ancora da realizzare? «Mi ritengo molto fortunato – conclude l’artista – le mie opere sono sempre apprezzate,e spero in un futuro dove la parola guerra venga sostituita per sempre con pace». (Galliano Gallo vive e ha il suo atelier a Quincinetto)











