IVREA - Elisabetta Opasich e Cinzia de Nigro della scuola primaria Olivetti «insegnanti per la Gentilezza»

CANAVESE - L'otto marzo è la festa della donna, una ricorrenza nata per favorire la riflessione sull'importanza dell'emancipazione femminile, affinché ogni donna possa beneficiare delle stesse opportunità del genere maschile nel realizzare le proprie ambizioni personali. Poiché il progetto nazionale di Costruiamo Gentilezza (www.costruiamogentilezza.org) si pone come obiettivo quello di accrescere il benessere della comunità mettendo al centro i bambini, costruendo buone pratiche.

L’Associazione Cor et Amor, che coordina l’attuazione di tale progetto, ha immaginato questa ricorrenza come un'opportunità per riflettere con le giovani donne (bambine) di oggi, con vicino i propri genitori, sulle esperienze e sui consigli personali condivisi da “alcune donne adulte” che quotidianamente si impegnano per trasmettere la pratica di buoni valori, rappresentate dalle “costruttrici di gentilezza” (Assessore alla Gentilezza, Insegnanti per la Gentilezza, Allenatrici alla Gentilezza, Mediche Pediatre per la Gentilezza, Ambasciatrici di Costruiamo Gentilezza) con l’auspicio che quanto da loro espresso contribuisca  a porre le basi per un futuro in cui, a uomini e donne, siano riconosciute le medesime possibilità.

Per tale ragione le “costruttrici di gentilezza” che in tutta Italia hanno partecipato  a “Esperienze e consigli di gentilezza da donna a piccola donna”, hanno risposto al ad alcune domande specifiche sull’argomento. Proprio come Elisabetta Opasich e Cinzia De Nigro, insegnanti per la Gentilezza e colleghe di classe, presso la scuola primaria Adriano Olivetti di Ivrea, tra le prime in Italia a rispondere.

Cosa è importante che le bambine sappiano sulle donne? «E' importante che sappiano che è fondamentale nella vita poter raggiungere un indipendenza sia psicologica che economica, perché l'educazione del passato ci ha insegnato a non esserlo e a dover fare sempre fare riferimento ad un uomo per potere essere una persona completa».
 
Quella volta che non ti sei fermata ad un "non lo puoi fare perché sei una donna"? «Quella volta che non ci siamo fermate davanti alla affermazione suddetta è stato un giorno importante, perché ha rafforzato in noi la nostra determinazione a perseguire ancora più fortemente quell'obiettivo per cui eravamo state sottostimate».
 
Cosa diresti a quella bambina che sogna di diventare Presidente della Repubblica? «Le consiglieremmo di non imitare gli uomini, che quando raggiungono posizione di potere si dimenticano di valutare gli aspetti umani come elementi fondamentali di una società civile.
 
Una donna che per te ha fatto qualcosa di "importante" che vorresti fare conoscere alle bambine? «Sono le nostre nonne, perché con poche risorse hanno saputo crescere famiglie intere facendo fede a dei principi morali ancora tutt'ora validi».
 
Un consiglio che daresti ad una bambina per essere sempre se stessa? «Noi le consiglieremmo di credere nelle proprie capacità, anche quando qualcuno cercherà di screditarla e di convincerla del contrario, ostacolando così la sua crescita personale».
 
Ciascuna partecipante ha condiviso per l’occasione anche una propria foto con in mano una primula viola scelta come simbolo dell’iniziativa, in quanto simboleggia la rinascita e la gentilezza. In questo contesto la proposta che l’Associazione Cor et Amor rivolge alle mamme è di provare, a casa, a rispondere a loro volta alle 5 domande, confrontandosi poi con le proprie “giovani donne” sulle risposte.