
IVREA - Un tuffo alla riscoperta di Ivrea, sulle tracce di Rocco Schiavone. Sono passate solo alcune settimane dall’uscita in libreria di «Le ossa parlano», l’ultimo romanzo con protagonista il burbero vice questore, nato dall’ispirata penna dello scrittore e sceneggiatore Antonio Manzini, eppure i suoi fans canavesani sono già in «fibrillazione».
Questa volta, infatti, l’indagine condotta dal poliziotto romano ma in forza ad Aosta, che nella versione televisiva ha il volto dell’attore Marco Giallini, e dalla sua squadra si volge per gran parte proprio nella città delle Rosse Torri. I lettori più attenti potranno fare, pagina dopo pagina, un tour virtuale alla ricerca delle location eporediesi in cui Rocco Schiavone, Antonio Scipioni, Deruta e gli altri personaggi del libro si muovono. Da Cascinette d’Ivrea fino a via Jervis e via Ginzburg, passando per il lago Sirio e la centralissima via Palestro.
Non mancano, e come poteva essere diversamente, i riferimenti all’Olivetti e al Carnevale d’Ivrea. Chiacchierando con Rocco Schiavone l’ispettore Luca Munifici lo invita proprio a partecipare alla storica battaglia delle arance: «Devi veni' a Carnevale, danno di matto. Ma di matto proprio. Se tirano le arance».
Nell’attesa di vedere, pandemia permettendo, l’attore Marco Giallini veramente al Carnevale, gli appassionati canavesani della saga e della serie tv si augurano che la città di Ivrea diventi presto il set reale delle riprese dell’episodio destinato a portare sul piccolo schermo il romanzo «Le ossa parlano».








