IVREA - L'ultima impresa di Alessia Refolo: la campionessa paralimpica in vetta al Mombarone insieme a Noemi Biason - FOTO
Foto 1
Foto 2
Foto 3

IVREA - Campionessa paralimpica conquista il Mombarone. Le grandi imprese nascono dalla capacità di immaginarle e dal non arrendersi di fronte alle difficoltà nel dare forma e sostanza ai sogni. Così è stato per la canavesana Alessia Refolo. Come una moderna Ulisse, l’atleta eporediese non si è mai fermata. Nemmeno quando da piccolina il destino le ha subito presentato una sfida enorme sotto forma di neuroblastoma, un tumore infantile da cui nel mondo si salva solo un bambino su 5. Volontà, cuore, determinazione: Alessia li ha messi tutti insieme ed è sopravvissuta a quel primo spaventoso avversario, anche se ha pagato un prezzo molto alto perché i farmaci le hanno danneggiato irrimediabilmente la vista.

«Derubata» di qualcosa di importante, la 33enne, grazie anche al suo mantra preferito «Se vuoi, puoi», non ha permesso a questo problema di limitarla. Giorno dopo giorno, si è impegnata al massimo in tutto ciò che faceva in modo da raggiungere obiettivi straordinari: il titolo di Campionessa Mondiale Paralimpica di arrampicata sportiva, nel 2014 in Spagna, l’oro al Campionato Europeo Paralimpico nello sci nautico nel 2018 in Francia, il primo posto nei 400 metri ai Campionati Italiani Paralimpici di atletica leggera nel 2021 e nello stesso anno la vittoria anche ai Campionati Italiani di paraciclismo.

Testa alta e forza di volontà hanno spinto nei giorni scorsi Alessia Refolo fino alla vetta del Mombarone. «La proposta di cimentarmi in questo mio primo trail running è arrivata dalla mia cara amica e compagna di allenamenti, Noemi Biason – racconta Alessia – La mia passione per la corsa nasce 4 anni fa circa. All’inizio è stata rivolta essenzialmente, a livello agonistico, alla pista, prima il mezzo-fondo e poi la velocità. Dopo la vittoria del titolo italiano dei 400 metri ho deciso di scoprire il lato naturalistico di questo sport, iniziando a correre in montagna. Sia io che Noemi amiamo molto la natura. E’ stata la mia guida. Ci siamo preparate al Mombarone allenandoci duramente fin da inizio anno. Abbiamo deciso di non partecipare alla gara classica, ma di viverla come una nostra sfida personale: è stata una medaglia unicamente nostra».

Venerdì 8 settembre, riprese dalla telecamera di Fulvio Bertodo, atleta e fisioterapista, le due runners canavesane sono partite all’attacco del Mombarone. L’intesa ha fatto la differenza: «Eravamo pronte ad affrontare ogni situazione e ogni terreno. Ci siamo allenate su asfalto, poi in sterrati comodi, quindi su sentieri di montagna e in differenti condizioni climatiche, correndo sia sotto il sole sia con la pioggia – aggiunge la campionessa di Ivrea, che gestisce un sito www.alessiarefolo.com con tanto di blog - L’affiatamento è stato importantissimo. Siamo state una squadra vera e propria. Abbiamo sperimentato specifici metodi di marcia: unite da una banda elastica che tenevamo tra le dita, oppure, quando il percorso era meno agevole, direttamente mano nella mano o collegate dalle racchettine, tenendo le due estremità opposte. L’ho seguita fedelmente».

Un passo dopo l’altro, insieme fino in cima: «La nostra intesa speciale nasce da una grande amicizia. Abbiamo condiviso fatiche e gioie di questa avventura. Sono state importanti anche le sue parole – spiega Alessia – Io sono una persona molto curiosa e mi piace immaginare cosa mi circonda, sentirmi immersa nella natura. Nei momenti più semplici della salita, Noemi mi raccontava e descriveva l’ambiente e la montagna con precisione, oltre ad indicarmi gli ostacoli da affrontare, pietre, radici, rami da saltare. Arrivare in vetta è stata poi un’emozione unica. Avevo già fatto altre escursioni in modalità trekking con amici, ma questo trail è stato diverso. Mi sono sentita un po’ sul tetto del mondo. E’ la mia medaglia naturalistica, per me vale come quella vinta agli italiani sui 400 metri».

«Nel mio futuro – conclude Alessia Refolo – c’è in primis un appuntamento più motivazionale legato a “Se vuoi puoi”: un progetto che ho creato inizialmente per i bambini e i ragazzi ed in seguito ho ampliato anche per gli adulti, per trasmettere il messaggio che nella vita tutto è possibile se lo vuoi fortemente. Il 30 settembre, al Castello di Agliè, avrò il mio primo TEDx. E’ un grande onore essere stata invitata come speaker a raccontare qualcosa di me e delle mie iniziative. E’ un sogno che si realizza. Per quanto riguarda lo sport, invece, mi piacerebbe rimettermi in gioco in nuovi campi. Penso al surf e windsurf, che si legano all’acqua, un elemento che amo».