FORNO CANAVESE - I 650 anni di cammino della parrocchia del paese

La comunità di Forno Canavese ricorda i 650 anni dalla nascita della parrocchia. Primo appuntamento sabato 8 novembre ore 21 (in chiesa) con l'inaugurazione della mostra fotografica sulla storia della parrocchia attraverso i documenti degli archivi parrocchiale e comunale; a seguire intervento di don Giuseppe Tuninetti: “La parrocchia ieri, oggi, domani: dal campanile al mondo, tra Forno, Torino, Roma". Giovedì 13 novembre ore 21 (in chiesa) serata di preghiera e riflessione guidata da don Claudio Baima Rughet dal tema: “Il mondo cambia. E la parrocchia?”. Domenica 16 novembre ore 11 (in chiesa) Santa Messa comunitaria, in occasione della festa liturgica della dedicazione della chiesa.

La storia parte proprio dalla nascita ufficiale, 650 anni fa, il 10 aprile del 1364, quando viene nominato il primo parroco, Giacomo Silvesco, di Cuorgnè. (fino a quel momento la comunità di Forno era unica con quella di Rivara, anche dal punto di vista ’civile’). Giacomo Silvesco è stato scelto da Giovanni e Victino dei conti di Valperga, signori di Rivara e confermato dal vescovo di Torino; appartiene al ramo valperghese di una delle famiglie feudali più antiche di Cuorgnè, le cui vicende sono in questo periodo (seconda metà del XIV secolo) legate a quelle dei Valperga. 
 
Il lavoro era iniziato 60 anni prima, nel 1300. La Chiesa è dedicata alla Beata Maria: questo titolo sarà utilizzato dai parroci per indicare la dedicazione della chiesa almeno fino a tutto il 1600: la prima indicazione chiara del titolo dell’Assunzione è presente nell’intestazione dei registri di battesimi, matrimoni, defunti con don Dionigi Peyrani, parroco dal 1698 al 1739.
 
Per il secolo XVI abbiamo qualche notizia in più: conosciamo il nome di 3 parroci: Gerolamo Vecchiano, di Pisa, a cui è collazionata la chiesa di Santa Maria di Forno dal vicario generale del vescovo di Torino, cardinale Cibo. Il documento è datato 10 settembre 1534 ed è conservato all’archivio arcivescovile di Torino. Alla metà del secolo si succedono i parroci don Giovanni Pitta di Rivara e don Domenico Mollo di Busano. Entrambi sono citati in alcuni documenti che registrano le controversie con la comunità a proposito delle consuetudini del mantenimento del parroco (come era detto nell’atto di fondazione): spesso la comunità riteneva troppo gravose le richieste del parroco: ne nascevano lunghe dispute di fronte alle autorità, civili e religiose. Don Domenico Mollo è parroco sicuramente nel 1566, don Pitta nel 1548. A partire dai primi anni del 1600, con l’obbligo di tenere i registri di battesimi, matrimoni, morti, i parroci si sottoscrivono e quindi è relativamente facile ricostruire la loro ’successione’.
 
Così abbiamo: Pietro Ferrerio di Rivara (1605-1612); Pietro Colli di Rivara (1612- ?); Francesco Faletto (1660-1698): Dionigi Peyrani, di Nizza (1698-1739); Dionigi Peyrani, nipote del precedente, (1739-1751); Giovanni Maria Rolle di Forno (1751-1799); Giobernardo Fenoglio, di Prascorsano (1799-1837); Firmino Vallero di Pertusio (1837-1879); Giuseppe Noveri (1879-1891); Giovanni Drovetti (1891-1894); Gaspare Seyta (1894-1929); Michele Pol (1929-1970); Felice Bergera (1970-1993); dal 1993 l’attuale parroco, mons. Antonio Foieri.