
Dalla finanza ai tomini. Matteo Tarizzo, 26 anni ed un diploma economico giuridico alle spalle, ha deciso di tornare in campagna. Una scelta radicale, che ha visto l'appoggio della nonna Catterina Nigra, che gli ha svelato il segreto della sua ricetta per i tomini. La donna, nel primo dopoguerra era diventata un'istituzione nella produzione del piccolo formaggio fresco.
«In realtà – racconta Matteo – anche quand'ero piccolo, ho sempre amato questo posto ed appena potevo, in estate, passavo intere giornate nella stalla». L'azienda Agricola I Cascinali, in frazione Sant'Antonio, alle porte di Favria vanta una tradizione secolare, tramandata per ben sei generazioni. «Quando è stato il momento di iscrivermi all'università – spiega – ho capito che la mia strada era un'altra e così ho deciso di riproporre la vecchia ricetta».
La produzione avviene rigorosamente a mano e le forme vengono fatte riposare per almeno 24 ore. Il latte proviene da 12 mucche grigio alpine, alimentate con il fieno tagliato nei campi che circondano la cascina. L'obiettivo ora è di sostituire l'alimentazione degli animali con il sorgo per garantire un prodotto “originale”. «Il tomino – continua – è un formaggio low cost, con poco più di 5,50, si acquistano 12 pezzi che si possono usare in mille modi diversi. Qualcuno lo usa anche sulla pizza, altri con la bagna cauda». Difficile definire la ricetta migliore. «Tutto – scherza Matteo – dipende dalla stagionatura, se è fresco basta un po' d'olio, un po' di aglio e del peperoncino, se invece è stagionato è ottimo anche solo accompagnato da un grissino».
Il tomino di Favria sta conquistando anche i palati del mezzogiorno, dove è sempre più richiesto. «Ormai – conclude il giovane allevatore – grazie al sottovuoto spediamo davvero in tutta Italia e addirittura negli Stati Uniti, dove i tomini sono arrivati grazie ad una valigia diplomatica». Chiunque fosse interessato a contattare l'azienda agricola “I Cascinali”, può telefonare al 340 2365841 o scrivere all'indirizzo icascinali@libero.it.








