
Da alcune settimane è operativa la sperimentazione di un progetto di teleradiologia domiciliare nel distretto di Cuorgnè, con la collaborazione del servizio di radiologia degli ospedali di Ivrea e di Cuorgnè. Sperimentazione, che si concluderà nel 2015, rivolta agli ospiti delle strutture residenziali per anziani non autosufficienti e alle persone in carico al Servizio di Cure Domiciliari.
E’ stata posta attenzione ai territori più disagiati e agli individui più fragili. Per questo si è iniziato dal distretto di Cuorgnè e dalle fasce di popolazione più in difficoltà, come gli anziani soli e con problemi di salute che limitino gli spostamenti. Le radiografie sono effettuate da tecnici di radiologia presso la struttura residenziale o presso l’abitazione della persona alle cure domiciliari, utilizzando un tubo portatile a raggi X ad alta frequenza e una stazione radiologica mobile. Le immagini radiografiche acquisite sono trasmesse ai medici radiologi in ospedale, consentendo così la possibilità di effettuare diagnosi e refertazione a distanza.
Gli esami radiologici previsti sono quelli del torace, del bacino e dell’anca, delle articolazioni (spalla, gomito, polso, ginocchio, caviglia) e degli arti superiori e inferiori. Titolare del progetto, finanziato dal Ministero della Salute, è l’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino. «E’ importante – commenta il direttore generale dell’AslTo4, Flavio Boraso – che l’azienda, nell’interesse della comunità di riferimento, si impegni anche in progetti di ricerca come questo. In particolare, la diffusione della teleradiologia può essere una risposta alle necessità di un’organizzazione delle cure sempre più innovativa e flessibile, con un approccio al malato fragile di tipo umanistico, che coniughi la cura delle malattie alla qualità di vita della persona”.
L’originalità del progetto in questione consiste nel fatto che sia uno studio pilota, con il coinvolgimento di un team multidisciplinare (medici, infermieri, tecnici di radiologia, psicologi ed economisti). Questo nell’ottica di una collaborazione multiprofessionale, sempre più richiesta in ambito sanitario per provvedere ai complessi e molteplici bisogni di una popolazione che invecchia.
«L’analisi dell’impatto che la teleradiologia potrà avere in differenti aree geografiche del Piemonte (aree rurali, montane e metropolitane) e in diversi ambienti di cura (domicilio, residenze per anziani non autosufficienti) permetterà di valutare i costi/benefici del servizio, cioè quanto il servizio contribuisca a garantire la qualità di vita della persona e quanto sia sostenibile economicamente» aggiungono dall'Asl d'Ivrea.








