
CUORGNÈ - Dal Canavese all’incontro con Vittorio Sgarbi. L’opera «Diamante luci e colori del Sud» è il dipinto ad olio su foglia, di misura 40x50, con il quale l'artista cuorgnatese, Franco Grisolano, in arte Fra Gri, ha strappato consensi e colpito l’attenzione del sottosegretario alla cultura durante la mostra di rilievo nazionale “Protagonisti del tempo d’arte” ospitata nella suggestiva cornice del Museo del Cedro di Santa Maria del Cedro, vicino a Cosenza.
«La mostra a Santa Maria del Cedro sta andando molto bene – spiega Franco Grisolano - ci sono tanti visitatori, probabilmente la prolungano ancora di una settimana. E’ una bellissima location, in un posto molto bello e turistico. Ad esporre sono una ottantina di artisti che arrivano da tutta Italia e anche dall’estero. E’ stata, quella del 14 aprile, un’inaugurazione lunga ma molto ben organizzata e e impreziosita dalla presenza di Vittorio Sgarbi. E’ stata una bella esperienza, è stato molto interesante. Sono orgoglioso e onorato dell’invito, ricevuto dalla presidente Angiolina Marchese di Art Global, a partecipare a questo evento così importante. Non è la prima volta che collaboro con lei. Due anni fa, infatti, partecipai ad una mostra al Museo di Diamante in occasione del Festival Internazionale del peperoncino. Voglio fare ancora un ringraziamento speciale ad Angiolina, donna tosta, preparata e di carattere. Non era facile gestire, organizzare e intrattenere tante personalità diverse tutte insime: ospiti, artisti e partecipanti. Il livello della mostra è molto alto. L’opera ha colpito anche Vittorio Sgarbi - ci racconta un piccolo aneddoto – che l’ha sfiorata con un dito. C’era il vetro per proteggere la foglia, basta niente e i colori vanno via. Sul vetro, ora, ho l’impronta digitale del sottosegretario alla cultura. Infatti, scherzando, ho detto alla mia compagna che non laverò più il vetro».
Non finiscono qui le novità per Fra.Gri: «Sono stato invitato ad una mostra d’arte contemporanea alla città dei Sassi di Matera. E’ un evento organizzato dalla galleriste e promoter, Antonella D'Ecclesiis, che è di Gravina in Puglia. La kermesse sarà a settembre e realizzerò un quadro speciale per omaggiare. A settembre andrò anche a Roma per un altro concorso. Per quanto riguarda l’associazione Carlin Bergoglio - di cui Franco ne è presidente - abbiamo in vista delle mostre in costume medievale. Sia alle Idi di Oglianico, il 14 maggio, e poi il 21 al Torneo di Maggio, a Cuorgnè. Il progetto si chiama “la bottega dell'arte”. Ci metteremo lì a dipingere. E poi ci saranno anche delle altre mostre, di cui una a Favria, ma è tutto ancora in fase di lavorazione»
«Ho iniziato nel 1984 – racconta Fra Gri - mi commissionarono un quadro, una natura morta. Avevo appunto queste foglie, mi son messo così per caso a dipingere su di loro. Ho visto che mi piaceva. Mi piaceva la forma delle foglie, le nervature e giocarci. Ho iniziato a sviluppare questa mia tecnica negli anni, cercando le foglie più adatte, quelle più resistenti. Quelle che mi davano più soddisfazione, tanto è vero che ho dipinto anche sul foglio di castagno, di melo. Mi piace molto la pittura su foglia perché sono una diversa dall'altra. Sono foglie di tiglio. E’ interessante abbinarle al soggetto che voglio realizzare. E’ un processo abbastanza lungo, ma che dà grande soddisfazione. La prima mostra è stata nel ‘90 ad Orio Canavese. Il parere favorevole dei critici e dei visitatori mi ha dato fiducia. Ho sviluppato sempre di più questo tipo di tecnica e l’ho fatta mia. Le mie opere sono piaciute molto anche all’avvocato Castorina, editore della Celit, enciclopedia dove ci sono tutti gli artisti. Su input di Andrea Peretti, venne addirittura a trovarmi a casa per vedere i miei quadri. Ha visto quello che facevo, si è innamorato di questa mia tecnica. Sono finito sul catalogo sull’enciclopedia della Celit».
«E’ una tecnica che sento mia, perché, di fatto, l’ho elaborata da solo. Le foglie sono le mie tele naturali. Mi è stato chiesto di insegnare, ma non fa per me. Ho avuto l’opportunità di farlo in alcuni progetti didattici con i bambini e mi son divertito. Il nostro fine non è vendere ma farci un po’ conoscere in giro e far conoscere l’arte. Grazie all’arte ho visitato ed esposto in città e posti bellissimi, dalla galleria Subalpina di piazza Castello a Torino a Montecartlo, dove ho anche vinto un premio. Ho avuto il riconoscimento di Maestro d’arte all’accademia di Milano anni fa, ma io sono Franco Grisolano e punto. Maestro mi sembra un po’ esagerato. All'Accademia di Roma mi hanno dato l’onorificenza honoris causa di professore. Sono soddisfazioni e fa piacere tuttavia quello che amo veramente è solo dipingere: questo è il mio mondo».












