CUORGNE' - Critica e pubblico premiano «Non ti scordar di me» di Corrado Bianchetti
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Grande successo di pubblico e di critica a Villa Filanda, a Cuorgnè, per la presentazione di «Non ti scordar di me», il riuscito fumetto, nato dall’ispirata mano dell’artista castellamontese Corrado Bianchetti. La graphic novel, ben realizzata dal disegnatore canavesano, è una piccola opera d’arte in bianco e nero per la sua straordinaria capacità di raccontare la Resistenza e, citando Piero Calamandrei, quei “suoi” coraggiosi ragazzi “morti da uomini per vivere da uomini”. 
 
Corrado Bianchetti nasce nel 1987 ad Ivrea, in provincia di Torino. Vive a Castellamonte, Città della ceramica e dell'arte. Sin da giovane coltiva la passione per  il disegno e, in particolare modo per i fumetti e l’illustrazione. Si diploma al liceo scientifico "Martinetti" di Caluso nella Sezione "Arte e Design". Terminato il suo percorso di studi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e alla "Scuola Internazionale di Fumetto", comincia a lavorare come illustratore, decoratore e grafico, realizzando loghi, etichette e murales per diverse attività commerciali locali.
 
Nell'ultimo anno ha ideato e curato la grafica di un'importante collezione di tappeti esposti alla Fiera Mondiale "Domotex" ad Hannover, presso lo stand "Samur", azienda Turca leader del Settore. Ancor prima di terminare gli studi presso la "Scuola Comics", Corrado comincia a dedicarsi al progetto "Non ti scordar di me": una storia vera, completata dopo 3 anni di ricerche e lavoro, che si basa sulle testimonianze dirette di chi ha partecipato alla lotta di Resistenza e che racconta la vita del prozio dell’autore, Aldo Porta, partigiano in Val Luserna, fucilato a Caluso il 7 aprile del 1944.
 
«Certo non tutti possono fare come Corrado, per dare un senso alla frase forte e insieme debolissima, che la mia generazione ha ereditato dalla precedente: “Ora e sempre Resistenza” – ha scritto il professore e presidente dell’Archivio Audiovisivo Canavesano, Attilio Perotti – bisogna saper riflettere sulla breve vita di un parente mai conosciuto eppure così presente, convinti che la sua storia sia un pezzo di Storia che ancora può dire qualcosa, settant’anni dopo, anche a chi non si chiama Porta o Bianchetti. E poi bisogna saper disegnare».