CASTELLAMONTE - «Sono quello che vende magliette ai concerti»: la storia di Dino Bono e di 30 anni di musica in un libro - FOTO

di Edoardo Abrate

CASTELLAMONTE - Lui, come canterebbe Luciano Ligabue, è quello là, quello «tra palco e realtà». Quello di cui non ci si può non ricordare, per la passione, l’impegno, la professionalità e il suo essere un po’ visionario e un po’ inguaribile sognatore ad occhi bel aperti su quello che succede nel mondo della musica e non solo. Si definisce «quello che vende le magliette ai concerti», ma è molto di più: è un vero e proprio artista a 360°. Stiamo parlando del castellamontese, Dino Bono, titolare della storica «Fanshopping Merchandising».

Dal Canavese in giro per il Bel Paese e il mondo al fianco dei più grandi musicisti italiani: Zucchero, Jovanotti, Eros Ramazzotti, Ludovico Einaudi, Il Volo… solo per citarne qualcuno. Dino sta per raccontarci una storia, la sua. Quella di una vita da merchandiser. Lo farà in un attesissimo libro.

Come è nata l’idea del libro? Quando uscirà? «Il libro avrà come titolo “Ho visto “Oceani” di mani alzate andare a tempo con la musica” e sottotitolo “Sono quello che vende magliette ai concerti” - spiega Dino Bono - Uscirà a fine anno, a novembre 2022. In molti mi avevano chiesto di scrivere un libro. Sono il merchandiser in attività da più tempo: ben 32 anni. Ho iniziato nel 1990 e ho avuto la fortuna di collaborare coi più grandi della musica italiana, a cominciare dagli indimenticabili Battiato e De Andrè. Quando mi ha contattato un editore chiedendomi di scrivere la mia storia e qualche aneddoto, quelli raccontabili ovviamente, con le star ho deciso di accettare. Sarà un viaggio nella storia della musica e conterrà anche molte cose mie personali e intime che mi legano a musicisti e manager famosi, alcuni dei quali sono diventati col tempo miei grandi amici».

Le lancette dell’orologio corrono così inevitabilmente indietro di 28 anni. Gennaio 1994 quando nasceva la tua agenzia «Freedom Merchandising». Un inizio col botto accompagnato dal tour di Lorenzo Jovanotti. Quasi 3 decenni dopo chi è oggi Dino Bono? «Sono sempre il merchandiser di una volta con tanta esperienza e conoscenze in più. Ogni giorno cerco, per quanto possibile, di migliorarmi. In questi anni, la musica, le nuove generazioni di artisti, il modo di fare dischi e la discografia sono cambiati molto, ma per fortuna non è mutato il modo di fare i “live”. Il merchandising è una vendita emozionale, vive e resiste insieme ai concerti. Senza di questi non avrebbe senso di esistere».

Impossibile non chiederti di sfogliare l’album dei ricordi per farti scegliere la tua personalissima top3 dei momenti più emozionanti e belli. Quali scegli? «Scelgo sicuramente “Cambio”, il primo tour con Lucio Dalla. E’ stato bellissimo lavorare al suo fianco. Poi, il mio primo Sanremo, datato 1990 insieme ai Pooh che vinsero quel Festival con la canzone “Uomini soli”. Da allora non ho mai saltato un Festival. Sempre presente. Infine, direi i tour mondiali con Eros Ramazzotti, Il volo e Ludovico Einaudi».

Fin troppo facile individuare il momento più brutto del vostro settore, coinciso con l’arrivo della pandemia. Due anni di divieti, limitazioni e il silenzio assordante di centinaia e centinaia di concerti mai tenuti. Qual è oggi la situazione? «Sono stati due anni terribili, costretti in un limbo non scelto da noi dove non si vedeva la via di uscita. Anche i concerti, quei pochi che ci sono stati, non sono stati concerti “veri”, a causa delle limitazioni dettate dalla pandemia. Ho visto in questo periodo tanti amici e colleghi, dai tecnici ai camionisti, cambiare lavoro. E’ stata dura, adesso finalmente si riparte. Attendiamo con trepidazione l’estate. Personalmente, la mia ripartenza coincide con i concerti di Ermal Meta, Zucchero e Cesare Cremonini. E poi speriamo di non fermarci più e continuare a vedere “oceani di mani alzate andare a tempo con la musica”».

Svelaci il segreto del successo di Dino Bono? La famiglia? La passione per il proprio lavoro? «Non smettere di continuare ad amare il proprio lavoro. E’ tutto qui il segreto del successo. Altrimenti inizia inesorabile il declino».

Obiettivi futuri e sogni nel cassetto. Anche il leggendario genio della lampada deve fare i conti con la spending review e la crisi e ti può concedere “solo” due desideri: cosa vorresti veder realizzato? «Vorrei fare almeno ancora tre turné mondiali con Eros Ramazzotti - conclude Dino Bono - E poi come secondo desiderio vorrei una rinascita musicale che non sia più “usa e getta” come adesso, ma che sia balsamo per le coscienze provate da questo periodo travagliato».