CASTELLAMONTE - Donne, moda e imprenditoria: le storie, i sogni realizzati e i tre modelli di business di Giulia, Marta e Federica - FOTO e VIDEO

CASTELLAMONTE - Le donne sono già forti, secondo la scrittrice e attivista Geena Dunne Anderson, si tratta di cambiare il modo in cui il mondo percepisce quella forza. Nel panorama del «fare business», il ruolo delle donne è in costante evoluzione. Tuttavia, nonostante i progressi, le politiche sulla parità di genere, restano ancora delle importanti sfide significative da affrontare.

Lo sanno molto bene Giulia Orengia, Marta Scarampi e Federica Messina. Sono state le protagoniste di un originale e riuscito evento natalizio, mercoledì 20 dicembre 2023, a Castellamonte. Nella meravigliosa cornice di Palazzo Ricardi, Giulia, deus ex machina dell’iniziativa, Marta e Federica hanno presentato i loro modelli di business, raccontando qualcosa di sé, della loro storia. Con il loro esempio, soprattutto, hanno dimostrato che quando ci sono impegno, passione, studio, fantasia e un pizzico di sana follia non ci sono idee e sogni nel cassetto che una donna non possa realizzare.

Cresciuta a Rivarolo Canavese e laureata in Economia Aziendale e Business Administration, Giulia è impegnata in azienda e parallelamente ha creato la MvM consulting che offre servizi di consulenza anche alle start-up. «L’imprenditoria fa parte della storia della mia famiglia – racconta Giulia – Sono nipote di un imprenditore che con l’aiuto di altri soci ha fatto crescere un'azienda di lavorazione meccanica, ma erano gli anni del boom. Ho vissuto a Rivarolo fino ai 19 anni. Durante gli studi universitari mi sono trasferita a Torino dove ho terminato la laurea magistrale con un MBA alla ESCP Business School di Londra per poi tornare nella città della Mole ed essere più vicina alla sede dell’attuale lavoro nell’azienda di lavorazione meccanica gestita dai mie zii e cugini. Ho sempre amato lavorare con i numeri, ma negli anni ho sviluppato un vivace interesse verso le storie delle start-up, soprattutto quelle di matrice femminile. Il mondo corre veloce e bisogna stare al passo. Per la tesi di laurea studiavo ancora sui libri: oggi i neolaureati non possono fare a meno della chat GPT. Mi chiedo con quali strumenti studierà mia figlia tra 10 anni... Nel 2009, nell’ambiente lavorativo, ho conosciuto Andrea e 7 anni dopo quando abbiamo deciso di creare una famiglia insieme si è presentata l’opportunità di trasferirci a Castellamonte. Per me non è stata una decisione facile perché ho dovuto lasciare una posizione lavorativa e una realtà cittadina, ma ero felice del fatto che nostra figlia Maria Vittoria (che con le sue iniziali ha ispirato il nome alla MvM consulting) crescesse in un ambiente sano, sicuro e circondata dall’ affetto dei nonni. Non ho mai voluto perdere l’indipendenza lavorativa e quindi mi sono lanciata nel progetto MvM. Qual è il messaggio che vorrei trasmettere ai giovani di oggi? Studiate secondo i vostri talenti e aspirazioni e puntate all’autonomia, abbiate la perseveranza di perseguire i vostri obiettivi privati e lavorativi e non lasciatevi illudere da false promesse o scoraggiare dai primi insuccessi. In Italia, purtroppo, le start-up e le attività in proprio non sono incentivate nella stessa misura di altri Paesi europei, dove le ragazze e le giovani madri sono in primis fiscalmente supportate dallo stato e successivamente valorizzate sul campo lavorativo. Negli ultimi anni anche in Italia si stanno facendo dei passi avanti in questa direzione, tuttavia Il vero valore aggiunto rimane l’individualità supportata dalle famiglie che in Italia sono un punto di riferimento».

Una passione per il fashion design e la sartoria, la voglia di realizzare i capi dei propri sogni (soprattutto le eleganti mantelle) con tessuti di qualità e l’idea di promuovere un modello di produzione sostenibile. Sono i segni particolari e i caratteri distintivi del successo dell’atelier di Marta Scarampi a Torino: «Ho studiato a New York, fashion design. Lì è iniziato il mio percorso – spiega Marta – Tornata a Torino, ho aperto il mio atelier nella location, la stessa da 11 anni, di via Mazzini 43 a Torino. Seguiamo tutte la fasi di un brand. Abbiamo un nostro laboratorio interno con delle sarte. La nostra è un’azienda tutta al femminile. Il nostro capo di punta è la mantella con una collezione a supporto. Il brand Marta Scarampi segue il movimento slow fashion. I capi di abbigliamento che realizziamo li produciamo al momento dell’ordine. Abbiamo, per questo, dei partner tessili che ci permettono di ordinare i tessuti nel momento ad hoc. In questo modo non creiamo troppo stock e riduciamo gli sprechi al massimo, cercando di essere il più possibile ecosostenibili. Il mio consiglio per le giovani donne che stanno per intraprendere una avventura imprenditoriale o si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro è di buttarsi. È fondamentale poi oggi essere fedeli a se stessi. L’autenticità, in una realtà molto competitiva, è la cosa più importante».

Slow fashion, passione, e una incredibile e naturale capacità comunicativa sono, invece, l’accattivante cifra stilistica del progetto di progettazione e realizzazione artigianale di borse e zaini in pelle a tiratura limitata realizzato dalla rivarolese Federica Messina. Un brand, ManifatturaEffe, destinato come si legge sui suoi social, a “principesse contemporanee”: «Mi definisco una designer artigiana perché mi occupo anche di tutta la parte progettuale e fotografica del prodotto – ci dice Federica – È un aspetto del mio lavoro che mi piace e mi identifica. Con la mia attività sono fisicamente presente a Rivarolo e on-line, ma spesso e volentieri faccio rete con gli atelier di amici artigiani e artisti, soprattutto del Nord Italia. È un bel modo per farci conoscere e sostenerci a vicenda. Il mio è un brand assolutamente etico ed ecosostenibile: produco le mie borse e prodotti acquistando pellami toscani in giacenza e solo su ordinazione, quindi non ho magazzino. Questo rende ogni mia borsa “unica”. È una caratteristica indispensabile per il mio modo di fare business. Lavorando manualmente in un piccolo laboratorio si sfrutta tutto il materiale in modo ottimale. Non butto via niente e questa cosa mi fa stare benissimo. Ho bisogno di “pasticciare”, di lavorare a mano. Così è nata l’idea di Manifatturaeffe. A livello creativo è importante anche la parte social dell’attività. Mi piace raccontare e raccontami con i video che posto regolarmente su Instagram e Facebook. Tutto ciò che ho fatto l’ho fatto un pezzettino per volta. Piccoli step, flessibilità e un pizzico di improvvisazione sono le qualità che servono. È questo il mio consiglio per le giovani di oggi».