
C'è anche il Canavese nel volume «Smart & Green Community», redatto dall'Uncem per dare rilievo a progetti e attività sul territorio piemontese che guardano a coesione, crescita inclusiva e sostenibilità per i territori. Un compendio che sottolinea come nelle nostre comunità delle aree interne, rurali e montane di Alpi e Appennini, si concentrano oggi grandi dosi di innovazione, per molti versi superiori alle aree urbane.
Compresa la bioedilizia, che, in Piemonte, parte dall'assunto di avere a disposizione del legno di ottima qualità. Il fulcro di questi progetti e iniziative è il progetto di filiera forestale del Canavese con le sue diverse realtà produttive: il Consorzio Forestale del Canavese che gestisce quasi quattromila ettari di boschi, prevalentemente castagneti, la Cooperativa Valli Unite del Canavese, che si occupa di attività forestali, di recuperare territorio e di prevenzione del rischio idrogeologico con tecniche di ingegneria naturalistica, e la Segheria Valle Sacra, che si propone di valorizzare il legname attraverso la sua trasformazione.
Se all’inizio dello sviluppo del progetto, le attività produttive si limitavano a produrre paleria di castagno e carpenteria in legno per l’edilizia, oggi, con la collaborazione di questi nuovi soggetti, l’obiettivo diventa costruire in bioedilizia con legname piemontese. Il primo passo per la realizzazione del progetto per lo sviluppo della filiera forestale è la realizzazione del “Centro di promozione dei prodotti in legno del Canavese” a Castellamonte. È una struttura in classe A, secondo i parametri CasaClima, interamente in legname piemontese di latifoglia. La parte strutturale è in travi di castagno massello, le pareti sono a telaio e la struttura del telaio è in bilama di pioppo. I serramenti sono in legno di castagno termotrattato a 140 gradi e non hanno trattamenti chimici preservanti o verniciature.
I pavimenti sono stati realizzati in legno, in Rovere termotrattato a 180 gradi, e in castagno termotrattato a 110 gradi. Tutto il rivestimento esterno è in legno piemontese, castagno e frassino. La struttura dimostra che si può utilizzare legno piemontese per costruire in bioedilizia, sena importarlo da altre regioni o dall’estero; non è vero che i nostri boschi sono poveri. Abbiamo legno di ottima qualità da valorizzare per diversi usi, anche grazie ai sistemi avanzati di termotrattamento, realizzati in Canavese, che rende il legno più stabile e adatto anche per usi esterni, andando anche a sostituire legnami molto costosi provenienti da Africa e Asia.








