
BORGOFRANCO D'IVREA - Ricomincia con l’intervista al primo cittadino di Borgofranco d’Ivrea, Fausto Francisca, la rubrica «Venerdì dal Sindaco» che, per iniziativa della Direzione comunicazione e rapporti con i cittadini e il territorio della Città Metropolitana, propone reportage televisivi e interviste ai primi cittadini dei piccoli Comuni nel canale YouTube dell’Ente. Per vedere i filmati e i reportage fotografici del «Venerdì dal Sindaco» basta andare sul portale Internet della Città Metropolitana di Torino.
IL PAESE DEI BALMETTI
Borgofranco d'Ivrea, Borghfranch in piemontese, è un Comune di 3601 abitanti che ha da sempre un ruolo importante nei rapporti commerciali e logistici tra l’Eporediese e la Valle d’Aosta. Da qui in epoca romana passava la Via delle Gallie, strada consolare fatta costruire da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia. Il concentrico, le frazioni Ivozio e San Germano e la Via dei Balmetti fanno parte del percorso della Via Francigena nella sua variante canavesana. Qui la prima rivoluzione industriale ha scritto pagine importanti per lo sviluppo economico del territorio a cavallo tra Eporediese e Vallée: ecco perché Borgofranco è il centro più popolato sull’asse viario che unisce Ivrea a Pont Saint-Martin. La fama del paese è dovuta alle importanti attività produttive che ne hanno segnato la storia ma anche ad una peculiarità naturalistica unica nel suo genere: i balmetti, cavità naturali della montagna in regione Quinto, adattate nei secoli dagli abitanti a cantine e depositi di alimenti. È partito proprio dai balmetti il reportage che segna il ritorno della rubrica “Il Venerdì dal Sindaco” dopo la pausa estiva.
OTTO SECOLI DI STORIA TRA PIEMONTE E VALLE D’AOSTA
Nei balmetti di Borgofranco, apprezzati e utilizzati da secoli, la temperatura è costante grazie a circolazione d'aria provocata da complessi fenomeni geotermici. Il termine balmetti non a caso deriva da balma, e cioè riparo sotto roccia, caverna. Visti dall’esterno, gli edifici che sorgono a nord e a sud del rio San Germano sembrerebbero normali “ciabòt”, i casotti di campagna della tradizione piemontese. Già, perché l’operosità degli abitanti di Borgofranco ha fatto in modo che davanti ad ogni balmetto sorgesse una costruzione in cui la cantina per la conservazione di vini, formaggi e salumi è preceduta dai locali per il tempo libero, da trascorrere gustando i prodotti sapientemente conservati e affinati e riposandosi dalle fatiche nei campi. Attrezzando i balmetti gli ingegnosi borgofranchesi ovviarono all’impossibilità di dotare di cantine le abitazioni di un paese sorto in una zona anticamente paludosa.
Nel 1928 al Comune di Borgofranco venne aggregato il paese di Bajo Dora, che ne divenne la frazione più importante. Anche a Bajo ci sono i balmetti e, soprattutto, si può osservare un interessante fenomeno naturale: il Rio Rosso, le cui acque provengono da cavità naturali nei Comuni di Traversella, Brosso e Lessolo e sono colorate da pigmenti utilizzati fin dal XVIII secolo per decorare le case nobiliari della zona. Buon cibo e buon vino conservati in cantine veramente speciali, storia e arte sono quindi i richiami per una gita fuori porta a Borgofranco.












