AMBIENTE - Da Foglizzo a Rivarolo: dove nasce il cippato per la centrale Gdf Suez
La filiera del legno che fornisce il carburante per la centrale a biomassa del Vallesusa di Rivarolo è diventata davvero corta. Lo annuncia la “Teknogarden”, l’azienda milanese che gestisce la piattaforma di smistamento del cippato a Foglizzo, nel cuore del Canavese. «Siamo operativi da un anno e mezzo – conferma Francesco Beretta, responsabile della Teknogarden – oggi il 100% del materiale che viene inviato alla centrale di Rivarolo lo recuperiamo sul territorio del Canavese. Entro un raggio di 10-15 chilometri rispetto alla piattaforma di Foglizzo».
 
Se arrivasse da più lontano l’azienda milanese sarebbe già fallita. «C’è una legge che impone il reperimento delle materie prime entro un raggio di settanta chilometri – spiega Beretta – legge che va rispettata. In ogni caso se il legno arrivasse da più di 50 chilometri sarebbe antieconomico. Per noi e per la centrale. La piattaforma di Foglizzo è nata proprio per recuperare il materiale locale. Diversamente non avremmo investito in questo impianto e avremmo portato il legno direttamente in centrale».
 
Teknogarden, fin qui, ha garantito tre posti di lavoro. Ma è sull’indotto che, nei prossimi mesi, potranno registrarsi ulteriori opportunità lavorative. «Qui stocchiamo tutto il legno, dalla parte nobile che possono essere i tronchi, alla parte meno mobile che può derivare dalla pulizia di un campo. Spesso le aziende agricole bruciano o non sanno come gestire il verde in eccesso. Qui viene valorizzato, recuperato e inviato alla centrale. Chi conferisce qui a Foglizzo (e sono quasi tutte aziende agricole o forestali) sa che può valorizzare uno scarto che altrimenti andrebbe perso».
 
Sull'importanza della filiera corta e della provenienza del legname si è battuto nei mesi scorsi il comitato Non bruciamoci il futuro di Rivarolo.