
VALPERGA - Nessuno muore finché vive nel cuore di chi resta. Le parole del poeta e scrittore, Ugo Foscolo, sono perfette per descrivere l'emozionante giornata vissuta oggi, mercoledì 22 ottobre 2025, a Valperga. In piazza Unità d'Italia, si è tenuta l'inaugurazione del monumento in memoria del maresciallo, Enzo D'Alessandro, comandante della stazione dei carabinieri di Cuorgnè dal 1998 al 2004. Un'iniziativa, organizzata dall'associazione Enzo D'Alessandro, coordinata dalla presidente Carmela Ciuro, in collaborazione con il Comune di Valperga.
La suggestiva opera è stata realizzata dalla studentessa della classe quinta sezione Design dell'Istituto XXV Aprile-Faccio di Castellamonte, Chiara Simoncelli, seguita dal professore, Davide Quagliolo, e dal docente, Vito Nicoletti, referente del progetto. A fare gli onori di casa, durante la cerimonia valperghese, ci ha pensato il sindaco, Walter Sandretto. Hanno partecipato i rappresentanti dell'Arma e di diverse associazioni del territorio, oltre a numerosi amministratori comunali canavesani, al consigliere metropolitano, Pasquale Mazza, e ai consiglieri regionali, Sergio Bartoli e Roberto Ravello.
«Il maresciallo Enzo D'Alessandro ha comandato dal 1998 al 2004 con onore, fermezza e profonda umanità la stazione dei carabinieri di Cuorgnè - ha scritto il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un messaggio, letto dall'assessore rivarolese Alessia Cuffia - E' sempre stato animato dal desiderio di servire lo Stato e di appartenere a un'istituzione che rappresenta da sempre sicurezza, vicinanza e fiducia per i cittadini. La sua vita è stata un percorso di eventi e impegni, disciplina e generosità. Con questo monumento Valperga e l'intero Canavese rinnovano un gesto d'affetto e riconoscenza verso un uomo che ha incarnato ogni giorno il senso più alto del dovere, della responsabilità e della prossimità dello Stato verso i cittadini. Il maresciallo D'Alessandro è stato un esempio di ciò che un carabiniere dovrebbe essere: un punto di riferimento per la gente, un padre per i suoi uomini, un servitore dello Stato sempre presente. La sua figura rimane viva nei ricordi della sua comunità, non solo come comandante, ma come uomo giusto, buono, capace di ascoltare e guidare con il cuore e la sua integrità. Dopo la sua scomparsa l'associazione Enzo D'Alessandro ha continuato a tramandare il suo messaggio attraverso il concorso L'Amico Carabiniere, che educa i giovani ai valori della legalità e del rispetto. Già nel 2013 nel parco di Villa Ogliani a Rivara la comunità volle donare un bassorilievo in suo onore. Un gesto di affetto, riconoscenza e continuità. Oggi, con questo monumento quel gesto si trasforma in un simbolo eterno. Nel ricordare Enzo D'Alessandro rendiamo onore a tutti i carabinieri che in ogni parte d'Italia hanno sacrificato il bene più prezioso, la vita, per difendere la nostra sicurezza e la libertà della Repubblica. Penso con profonda commozione anche ai fatti avvenuti in provincia di Verona, che ci hanno ricordato, ancora una volta, quanto alto sia il prezzo del dovere. In quell'occasione ho detto che "i nomi dei giusti, di chi è morto per la Patria, è scritto nella roccia della memoria". Oggi, davanti a questo monumento quelle parole risuonano con forza rinnovata, perché la memoria dei giusti come quella del maresciallo D'Alessandro non svanisce. Resta scolpita nella coscienza della Repubblica, nei cuori dei cittadini e nella gratitudine di un Paese che non dimentica i suoi servitori. Questo monumento deve essere un richiamo alla fedeltà, al sacrificio e alla dedizione di tutti i carabinieri che hanno perso la vita, che guidano e continuano ad ispirare tante donne e tanti uomini in uniforme».
«Ringrazio tutti i presenti per la partecipazione a questa importante giornata per l'Arma dei carabinieri, per il comune di Valperga, per l'associazione che rappresento e per gli studenti, dirigenti scolastici e docenti - ha detto Carmela Ciuro dell'associazione Enzo D'Alessandro - Il dolore segna, lacera, ci rende fragili. Qualcuno ha scritto che quando si perde una persona cara il mondo si spopola. Ed è così, perché nell'animo di chi sta soffrendo, nella complessa ricerca dell'elaborazione del lutto, si crea un deserto dove però è possibile tornare riconoscere la bellezza della vita. Ma il dolore si può lenire trasformandolo. Questo non è automatico e non avviene subito. Se a questa sofferenza si dà un senso, si può ricominciare. Faticosamente, ma si ricomincia. Perpetuare il ricordo della persona cara che abbiamo perso traendo stimoli nuovi dai suoi insegnamenti può essere la strada. Lo è stato per me e per mia figlia Laura. E nel ricordo di un marito, di un padre e di tutto ciò che ha lasciato Enzo è scaturita l'idea di dare vita ad un'associazione che potesse rimarcare il suo percorso all'interno dell'Arma, al servizio dello Stato e delle comunità che lo hanno accolto. Tramandare i valori in cui credeva è stato ed è tuttora una missione per noi. In 21 anni abbiamo messo a dimora tanti semi che ci auguriamo possano essere germogliati. Ma se anche uno solo di questi diventerà una pianta rigogliosa, allora avrà avuto un senso il cammino intrapreso».












