SAN GIUSTO CANAVESE - Applausi al concerto di Santa Cecilia - FOTO

SAN GIUSTO CANAVESE - Una pioggia di applausi ha accompagnato domenica 7 dicembre 2025 il tradizionale concerto di Santa Cecilia, che si è tenuto al salone Gioannini di San Giusto Canavese. Grandi protagonisti, in una perfetta sinergia musicale, la Filarmonica Sangiustese e il Coro «The Queens Choir».

«Al salone Gioannini, abbiamo respirato una di quelle atmosfere che fanno bene alla comunità. Il salone era gremito, colmo non solo di persone, ma di attesa e di desiderio di lasciarsi sorprendere dalla musica. E il pubblico ha risposto con un calore straordinario, partecipando con entusiasmo a ogni brano - commentano dall'amministrazione comunale, guidata dal sindaco, Giosi Boggio - La filarmonica, diretta dal maestro Donato Lombardi, ha proposto un programma che ha saputo unire memoria ed energia: New Trolls in Concert, Gianni Morandi in Concerto… musiche che riportano a momenti cari e che sanno ancora emozionare. E poi l’incontro con le voci, in un Oh Happy Day condiviso con il coro, capace di accendere la sala e regalare un momento davvero speciale. Il The Queens Choir, formazione tutta al femminile, ha portato una ventata di freschezza: un Gospel moderno che si mescola con il Soul, il Pop e lo Swing, attraversando anche le atmosfere di De André, dei Beatles e del Rock. Al centro, l’energia travolgente del maestro Davide Motta Fré, vero motore scenico dell’esibizione, capace di coinvolgere il pubblico con naturalezza e grande talento».

Un momento particolarmente significativo è stato il debutto di Lavinia e Silvia, due giovani promesse della filarmonica locale: «La loro presenza ricorda a tutti noi quanto sia importante il ruolo dei giovani nella vita culturale del paese: portano futuro, entusiasmo, la capacità di guardare avanti senza perdere le radici. Ogni giovane che sale su un palco ci dice che la nostra comunità è viva e che abbiamo ancora molto da costruire insieme - concludono dal Comune di San Giusto Canavese - Il concerto di Santa Cecilia di quest’anno ci ha lasciato una sensazione limpida: quando pubblico, musicisti e coro si incontrano con questo spirito, la bellezza diventa un bene condiviso. E uscendo dal salone Gioannini si aveva davvero la percezione di aver vissuto qualcosa di prezioso».