SAN COLOMBANO BELMONTE - Commemorati i Partigiani caduti nella storica battaglia di Sale - FOTO

SAN COLOMBANO - Si è svolta questa mattina, domenica 1 agosto, a San Colombano, la commemorazione dei Partigiani caduti nella battaglia di frazione Sale 77 anni fa. Le celebrazioni, organizzate dalla sezione Anpi di Cuorgnè in collaborazione con i Comuni di Canischio, Prascorsano e San Colombano, sono state l’occasione per ricordare chi ha dato la vita per la nostra Libertà. L’iniziativa si è tenuta in quello che è un luogo simbolo della lotta di Resistenza: quel monumento ai caduti posato a Sale esattamente 40 anni fa.  All’evento hanno partecipato anche la Filarmonica di Canischio e Prascorsano, diversi sindaci e amministratori del territorio e il comandante della stazione dei Carabinieri di Cuorgnè, Gian Marco Altieri, oltre ai volontari della Croce Rossa cuorgnatese, guidati dal presidente Luciano Colombatto.

Dopo la deposizione della corona di alloro al Monumento ai caduti sono state significative le parole pronunciate dal sindaco di Prascorsano e presidente dell’Unione Montana Val Gallenca, Piero Rolando Perino: «Ringrazio soprattutto coloro che mantengono vive queste manifestazioni. Mi riferisco innanzitutto all’Amministrazione comunale di San Colombano, all’Associazione Anpi di Cuorgnè e a quella di Valperga. Lo sappiamo benissimo che stiamo vivendo una fase storica e sociale complicatissima, nella quale che erano dei valori fondamentali e portanti della nostra società stanno drammaticamente venendo minati alle fondamenta. Sempre di più questi momenti devono diventare simbolo di quello che la nostra società e il nostro Paese vogliono essere. Il fatto, che 40 anni fa, qui ci fosse moltissima gente e che oggi si cercano di riscoprire queste iniziative credo sia un segnale di ritorno alle origini. Dobbiamo valorizzare questi eventi per quello che sono, perché effettivamente sono la nostra storia e sono il simbolo di sacrifici di vite umane volte a garantire la libertà e il rispetto delle persone e della persona in modo trasversale. Dopo questi due anni in cui abbiamo dovuto convivere con una situazione che mai ci saremmo immaginati, stiamo cercando di rimettere insieme i cocci. Sta diventando difficile trovarsi, fare gruppo, e quindi credo che oggi più che mai dobbiamo dare anche in queste occasioni un senso alle nostre comunità. Queste ultime si trovano in modo compatto a questa manifestazione di Sale, posto baricentrico nella Val Gallenca. Ci troviamo una volta all’anno ad onorare questi caduti. Credo sia un bell’esempio di cosa deve essere la nostra società, condividendo degli ideali. Ideali che stanno sfuggendo e sempre più sono distanti. Quasi non riusciamo neanche più a ricordarli nel nome e questo è un grosso problema della gente e del rispetto nei confronti di chi ha combattuto per questi ideali sacrificando la propria vita. A livello territoriale stiamo combattendo altre battaglie, in modo forse un po’ sommesso. Dobbiamo invece essere comunità per difendere ciò che abbiamo. Faccio un esempio su tutti: l’ospedale di Cuorgnè. Siamo in una fase in cui rischiamo di perdere dei servizi sul territorio senza avere un piano B. O siamo in grado di fare tutti insieme massa critica e metterci in gioco così come fecero dei vent’enni quasi 80 anni fa. O torniamo ad avere la loro disposizione mentale di mettersi a disposizione del bene della società  oppure dobbiamo essere disposti a perdere tutto ciò che abbiamo.. Diciamocelo però chiaramente: nessuno farà nulla per noi se non siamo noi i primi a chiederlo fortemente.  Quindi, vorrei spronare tutti a fare davvero gruppo di territorio per sostenere le nostre esigenze. Questi ragazzi, tutti i partigiani caduti nella guerra di Liberazione hanno sacrificato la loro vita perché si sono resi contro che dall’altra parte c’era chi opprimeva la loro libertà, di parola e pensiero. Ci hanno messo un entusiasmo e una volontà ferrea che li ha portati anche a sacrificare le loro vite. Noi non dobbiamo arrivare a tanto, ma dobbiamo essere altrimenti convinti di quello che vogliamo, altrimenti saremo destinati a contare sempre meno e sempre peggio a livello di comunità e Valle. Se siamo uniti contiamo di più che da singole persone».

Sulla stessa lunghezza d’onda il vice sindaco di San Colombano, Vittorio Boccardo: «Oggi si commemora il 40° anniversario della posa del monumento a ricordo della battaglia di Sale in San  Colombano. Questo monumento fu inaugurato 37 anni dopo quei tragici eventi per volere degli ex combattenti dell’Anpi, dei civili di Sale e degli amministratori della Valle. Alcuni di loro li vedo qui presenti. Li voglio ringraziare pubblicamente, perché ogni volta che si passa in questo luogo ci viene da riflettere. La posa del monumento non aveva solo lo scopo di ricordare. Ma era radicare ben saldo nella terra un simbolo di democrazia e di libertà. Oggi, a 40 anni di distanza, lo scopo  prefissato dai promotori di quell’iniziativa è servito e serve tuttora. Ci aiuta a non abbassare la guardia. Passando di qua questa lapide ci ricorda che molti giovani hanno perso la vita per donare alle generazioni che si sono succedute quegli ideali di pace e libertà di cui oggi godiamo. Anche se purtroppo, ancora oggi in questo Mondo si sparge il germe infame della guerra. Libertà e democrazia, il tutto va amalgamato sapientemente con regole e quel tanto agognato senso civico che vuol dire soprattutto sentirsi solidali nel rispetto dell’ambiente e della natura e con gli altri, dimostrandosi disponibili con chi ha bisogno di aiuto».