
RIVAROLO CANAVESE - Anche questo week-end Villa Vallero sarà il centro di gravità permanente per gli appassionati di arte, grazie alla mostra «Scintille creative» di Elio Torrieri. La personale dell’artista, che vive e lavora a Castellamonte, è stata inaugurata sabato 2 aprile e sarà visitabile fino al 17 aprile ogni sabato e domenica dalle 15.30 alle 18.30.
Ancora una volta le opere di Elio Torrieri, esposte negli spazi di corso Indipendenza, rubano l’occhio all’osservatore e raccontano, attraverso la forza dei colori, esperienze, emozioni, attimi di vita vissuta. «Ha uno stomaco pieno di angeli, Elio Torrieri, e occhi pieni di visioni e dita piene di colore e orecchie piene di storia e naso pieno di profumi e gambe piene di chilometri – dice di lui Gian Luca Favetto - Ci vogliono costanza e attenzione e muscoli per fare tutti i chilometri che ha fatto lui, ex artista, ex ragazzo prodigio, ex insegnante, eterno fanciullo, scopritore di verità. I suoi lavori nel corso degli anni, a raccoglierli, prendono la forma di un mappamondo di terre emerse, sensazioni emerse, emergenze: aree geografiche differenti ciascuna con le sue catene montuose, le sue coste e pianure, i suoi fiumi e confini acque, terre e cieli, climi e abitudini. Ci vuole un esploratore per visitarli, un viaggiatore che dimentichi per un attimo di essere turista… Elio Torrieri parla con le mani anche se la voce ce l’ha. Una voce meticolosa, osservatrice, che traduce il suo sentire in immagine, in fotogrammi mai fermi, in istanti che non si bloccano, ma che assumono al proprio interno il movimento. Sono immagini che si muovono, i lavori di Elio, dentro di te e dentro se stessi. Sono quasi frammenti di film».
«Sono contento di questa mia mostra, dove alla mia tenera età mi lascia comunicare qualcosa – ha detto Elio Torrieri al taglio del nastro della personale - Il mio fare arte è sempre stato al servizio dell’ascolto; un ascolto che mi ha suggerito di dipingere circa 19 tematiche diverse; mi ha permesso di visualizzare il tempo nel suo tempo. Inizialmente a Torino (1970) con la tempera dipingevo su carta solo segni, macchie di colore che parlavano di ecologia, poi entrai nel campo dell’istallazione, in quello concettuale, minimale. Se pur erano tempi duri per la pittura, rinunciando a quanto chiedeva le strategie di mercato, incominciai a dipingere frammenti con tecnica iperrealista: Citazioni, ritratti, fiori, mani, riuscendo ad esporre in prestigiose Gallerie e Musei. Ricordo “il vuoto e la materia” richiesta dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino; un grande evento per presentare l’arte italiana dalla musica al computer nella durata di tre mesi. Io fui scelto per rappresentare la pittura italiana. Malgrado questo, come sempre non ero capace di ascoltare le voci del mercato ma una voce che partiva dallo stomaco. Quindi, dopo il 2001 dipinsi altre tematiche ad esempio: le bandiere americane che anticiparono l’undici settembre, i peluche e altro ancora. In questa mostra presento una parte di 5 tematiche eseguite nel 2007al 2010. In questo caso abbiamo Siena (una storia bellissima da raccontare), il linguaggio delle mani (Chirologia), Africa, Selle, e qualcosa che intitolai: Il vuoto e la materia. Chiudo dicendo che non sono un pittore ecclettico, un eccentrico, ma uno simile ad uno scrittore “un pittore che impasta i colori con la luce” definizione che scrisse Carlo De Marchi in un suo libro. Detto scherzosamente, sono e continuo ad essere un pittore contemporaneo libero».











