PONT CANAVESE - Carmine Antonio Carvelli vince il premio Menelao
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PONT CANAVESE - «L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è» diceva l’artista Paul Klee: la straordinarietà dell’artista risiede nella sua capacità di interpretare il mondo. Lo dimostra Carmine Antonio Carvelli, giovane artista 24enne di Pont Canavese, laureato in pittura all’Accademia delle Belle Arti di Torino, che sabato 3 dicembre è stato a Lecce, presso il Foyer dell’Antico Teatro Politeama Greco, dove il comitato scientifico d’onore gli ha consegnato nel corso del gran galà il premio internazionale Menelao. Costituito dal favoloso busto del re di Sparta dal quale prende il nome e costruito in pregiata polvere di alabastro su base di marmo, il premio Menelao è un alto riconoscimento che viene consegnato a personalità del mondo dell'arte, della scienza e della cultura, agli che artisti che si sono impegnati e distinti in Italia e nel mondo nel campo sociale, culturale e musicale.

«Il premio mi è stato consegnato con la seguente motivazione: - ha spiegato il giovane artista - “L’Accademia “Italia in Arte nel Mondo”, apprezza la sua opera artistica, per il mezzo della quale, ha saputo interpretare, con sapienza, la sua contemporaneità (al di là della grammatica espressiva adottata, che prescinde dalle modalità e dai mezzi tecnici ed intellettuali da ella utilizzati), condizione, questa, che evidenzia una capacità interpretativa che le attribuiamo e che induce il mondo dell’arte, ad interessarsi al suo impegno compositivo».

Carmine ha voluto ringraziare familiari e amici che da sempre lo supportano: «Ci terrei a ringraziare l’accademia per avermi consegnato questo riconoscimento che ho dedicato a mio papà (che sabato avrebbe compiuto gli anni). Vorrei ringraziare, inoltre, la mia famiglia, mia mamma e le mie nipoti che mi hanno accompagnato a Lecce, ma anche le mie sorelle e i miei cognati che mi sostengono sempre. Poi vorrei ringraziare le mie colleghe insegnanti con la quale sto facendo un lavoro bellissimo per far appassionare i nostri alunni all’arte. Infine vorrei ringraziare i miei amici (il gruppo dei 7), perché sembra banale ma mi supportano in ogni momento». (B.S.)