
OGLIANICO - Finalmente l'occasione per incontrare colleghi, ascoltare esperienze e contenuti di grande interesse, condividere professionalità e opportunità: il Poliambulatorio Massosport di Oglianico e il Centro Medico Jervis 22 hanno davvero colto nel segno con la serata mercoledì scorso dedicata al tema dell'epatologia presentato da un relatore di alto profilo come il professor Mauro Salizzoni davanti a una sala gremita di medici di base, specialisti, rappresentanti delle istituzioni locali. Era presente anche il Direttore Generale dell'Asl To4, Stefano Scarpetta, insieme al consigliere regionale Mauro Fava e al sindaco di Rivarolo, Alberto Rostagno.
In sala per un breve saluto all'amministratore delegato della struttura Luca Scaraffia, che ha fatto gli onori di casa, anche il capitano Manuel Grasso della compagnia dei carabinieri di Ivrea, il comandante Buccola, comandante dei Nas e medaglia d'argento per meriti sanitari e il comandante Giacomo Salmeri, dell'Urp della Legione carabinieri di Torino. Prima di Salizzoni ha preso la parola il dottor Roberto Rizzi, primario dell'unità complessa di Gastroenterologia dell'Asl To4, che ha illustrato le nuove tecnologie e metodiche che rendono sempre più affidabile e meno invasivo per il paziente l'esame colonscopico per la ricerca di eventuali formazioni tumorali.
Rizzi ha anche prospettato i vantaggi della nuova visualizzazione con tecnologia Pentax di cui si avvale il centro Massosport presso il quale egli svolge attività in intramoenia: grazie a tale supporto la visualizzazione dei tumori è molto più adeguata e sicura. Poi quasi 40 minuti filati di Lectio magistralis di Salizzoni, con il supporto di immagini, tabelle, grafici per evidenziare al meglio le forme in cui si presentano oggi le patologie epatiche, compresa la tenuta epatite di tipo C, riconosciuta solo di recente, ma per la quale dopo anni di studi, sono in campo nuove terapie. Ovviamente molto attesa la parte dedicata ai trapianti di fegato, che hanno visto Salizzoni impegnato come primario del centro della Molinette dal 1990 al 2019. Indicazioni mediche e ricordi personali si sono mescolati in un intervento appassionato che ha tenuto la platea incollata alle sedie con tanto di mascherina prudenziale per l'ambiente chiuso, come suggerito dal Direttore Sanitario dottor Dario Cencio.
Dalle meravigliose e tenaci infermiere volontarie che hanno costruito la prima sala sterile negli anni '90 quando il professore tornò a Torino da esperienze che gli avevano consentito di apprendere tecniche di chirurgia di trapianto epato biliare a Bruxelles, ma anche in Vietnam, fino al fegato di un ultraottantenne morto in un incidente causato da abuso di alcol a Carpi, rifiutato da tutti e da lui utilizzato con successo perché in ottimo stato, il luminare ha ripercorso le tappe di una vita professionale intensa, rivendicando con orgoglio i grandi numeri un solo paziente purtroppo deceduto su ben 1600 trapianti eseguiti in poco meno di 30 anni. Un racconto di buona sanità pubblica in una struttura privata in costante crescita e che rappresenta non a caso, anche con eventi riusciti e interessanti come questo, un modello lungimirante di corretta collaborazione fra sanità pubblica e privata.











