MONTALENGHE - Ex sindaco diventa scrittore: ecco il suo primo libro
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MONTALENGHE – Un viaggio nelle profondità più oscure del Canavese, tra storia, mito e paura. Venerdì 13 febbraio alle 17, alla biblioteca Bessolo di Montalenghe, si terrà la presentazione del romanzo «La Terra degli Insaziabili» di Valerio Camillo Grosso, pubblicato da Edizioni Pedrini. Prima tappa del tour di presentazioni dell’autore, che ha scelto simbolicamente il suo paese d’origine per il debutto pubblico del libro.

Ambientato nel Canavese - dalla Valchiusella alla Valle Orco, da Ivrea a Montalenghe - La Terra degli Insaziabili è un romanzo horror che intreccia leggende locali, storia e suggestioni. La narrazione segue le ricerche di un anonimo impiegato comunale che scopre l’esistenza di creature mostruose, gli “Insaziabili”, responsabili di massacri occultati nel corso dei secoli. Un’indagine che attraversa le epoche e mette il protagonista di fronte all’orrore, alla follia e alla conoscenza proibita.

«Volevo raccontare la mia terra attraverso la paura», spiega l’autore, giornalista ed ex amministratore comunale. «Il Canavese non è solo lo sfondo del romanzo, ma diventa un personaggio vivo, segnato da un male antico. Scrivere è stato anche un modo per confrontarmi con l’ignoto ed esorcizzare le paure più profonde». Il libro è il risultato di un lungo lavoro di scrittura e revisione durato oltre cinque anni e nasce dall’unione di due grandi passioni dell’autore: la storia e l’horror. A moderare l’incontro sarà Alessandro Pedrini.

«Spero che il lettore possa cogliere fra le righe qualche traccia della capacità insuperabile di Lovecraft di offrire una realtà terrificante parallela alla nostra, popolata da creature ultraterrene e follia. Il libro, però, non è solo un omaggio ai miei ispiratori, ma anche alla terra in cui vivo: il Canavese. Un luogo meraviglioso, poco conosciuto perché non è una meta del turismo di massa che caratterizza altri luoghi della Penisola. La storia di questa terra è ricchissima, costellata di leggende nere ed eventi traumatici. Su questi ho voluto intessere la trama del mio romanzo».

«Questo romanzo lo dedico ai miei genitori, scomparsi nel 2025, Enzo e Carla, che mi hanno trasmesso la passione per la lettura e tra queste per l’horror. Una dedica speciale, però va ai miei figli, Giulio e Lorenzo, che sono la mia più grande ragione di vita e coloro che sanno davvero farmi spaventare. Mi hanno aiutato con idee e suggerimenti, hanno pazientemente ascoltato le mie letture e accettato i momenti in cui, per terminare una pagina o un capitolo, mi isolavo dal mondo. A loro, ai quali appartiene il futuro, lascio una lezione: il segreto non è non aver paura, ma saperla affrontare».