
MAGLIONE - La Pro loco, il Comune e il Macam hanno deciso di annullare l’appuntamento con la sagra delle pesche a causa delle gelate dello scorso aprile e delle grandinate di luglio, che hanno interessato Maglione e i comuni vicini. L'edizione numero 53 dell'atteso evento viene quindi rimandata. Purtroppo, si tratta di un poco piacevole deja-vu: già l’anno scorso non si era svolta a causa della pandemia da Coronavirus.
Quest’anno le gelate durante la fioritura hanno provocato una riduzione del 90% della produzione. Di solito le colline non sono luoghi particolarmente soggetti alle intemperie. È raro che si verifichino condizioni metereologiche così avverse come quelle dello scorso luglio. È stata scartata l’idea di organizzare la sagra con pesche provenienti da altre regioni. Il sindaco di Maglione, Pier Franco Causone, ha richiesto alla Regione Piemonte lo stato di calamità, in modo da ottenere gli aiuti necessari ed evitare che quanto accaduto sia il colpo di grazia per gli agricoltori del territorio già duramente colpiti dalla crisi generale.
Le prime coltivazioni peschicole in questi territori sono iniziate nel 1900, periodo in cui gli acquirenti erano ancora pochi. Gli agricoltori allora trasportavano ii frutti con un carro, il birocc, nelle città limitrofe, dove erano però costretti a venderli a prezzi molto bassi a causa dello scarso favore che incontravano. Si cercò allora di migliorare il prodotto, puntando all’alta qualità. Successivamente la società Icab lavorò le pesche creando la confettura. Raggiunta un certo successo nella produzione, negli anni ’60 Maglione e Borgo d’Ale vennero riconosciute come «Centro Piemontese delle pesche». Oggi le aziende coltivatrici sono di dimensioni medio-piccole e producono frutti che si distinguono per la loro qualità; i frutti rimangono per molto tempo sulla pianta, condizione che migliora il colore e la pezzatura dei frutti, consegnati sempre freschi al cliente consumatore. (C.R.)








