IVREA - «Squadre ribellatevi: fate tornare il carnevale popolano al popolo»

IVREA - Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera che ha scritto un'appassionata dello Storico Carnevale di Ivrea. Un invito a una riflessione dopo l'edizione 2026 che si è appena conclusa.

«Cari Aranceri,

Io sottoscritta Tamara Rosciglione, iscritta nella squadra degli SCACCHI come sostenitrice da quando sono nata, dal 1978, essendo figlia di un membro storico del direttivo, quindi legata non solo con il CUORE ma anche con l’ANIMA sia alla squadra che al Carnevale di Ivrea, con questa invito tutte le squadre a ribellarsi e a far tornare il carnevale popolano al popolo.

Non si vede più l’anima né la passione nei volti degli aranceri. Invito inoltre a combattere per far tornare il carnevale com’era una volta, quando le sfilate erano della squadra, TUTTA, e non solo per 100 persone; quando vedevi, sentivi e vivevi l’anima, l’amore e l’appartenenza alla propria squadra. Probabilmente anche per colpa di leggi assurde che stanno aiutando a distruggere il carnevale. Il NOSTRO CARNEVALE è un carnevale popolano e tale deve rimanere.

Ci sono molte cose che non vanno. Per esempio: chi è iscritto come sostenitore, pagando 35 euro con tanto di stemma e numerino della propria squadra, la domenica deve entrare da turista (con tanto di code per entrare nella propria piazza), pagando ulteriormente un ticket al Comune.

Non lo trovo corretto e, per principio, non pago né la tariffa intera di circa 15 euro né quella ridotta di 10 euro. In 48 anni ho vissuto il carnevale come arancere e, da quando esiste il ticket per entrare, noi sostenitori non l’abbiamo mai pagato. Purtroppo quest’anno, come l’anno scorso, la domenica sono stata costretta a non venire, e per me è un dolore emotivo.

Non mi sta bene pagare 35 euro alla squadra e non avere la possibilità di vivere il carnevale liberamente, e ripeto liberamente, come arancere. Sono amareggiata, delusa, profondamente arrabbiata. La mia richiesta è di farlo presente tutti insieme per i prossimi anni, in quanto si tratta di una discriminazione. Penso sia inutile pagare un’iscrizione se poi non ho neanche l’entrata della domenica.

Credo che molti la pensino come me e che molti, la domenica, non vengano per questo motivo, rinunciando a malincuore a un giorno di carnevale. Vi ringrazio per l’attenzione, sperando che la pensiate e la vediate come me e che si ritorni al nostro CARNEVALE, o almeno a qualcosa che gli assomigli molto. Arvedze nel 2027. Con affetto, porgo i miei saluti».