IVREA - Sala Santa Marta gremita per lo scrittore palestinese Muin Masri
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IVREA - Grande successo per la presentazione a Ivrea del libro «Vendesi Croce» dello scrittore palestinese Muin Masri. Venerdì 20 dicembre 2024, pubblico delle grandi occasioni alla sala Santa Marta di Ivrea per l'incontro con l'autore palestinese. Le Edizioni Nautilus Torino legate al Polo Museale del Canavese hanno dato voce allo scrittore che da molti anni risiede in Italia. Sul palco insieme a lui il moderatore Dario Voltolini e Davide Motto che ha interpretato alcuni brani del libro.

Gump Masri ha esordito: «Sì, amici, avete capito bene. Vendo la mia croce! Avete presente Tom Hanks in “Forrest Gump” che, dopo avere corso ininterrottamente per 3 anni, 2 mesi, 14 giorni e 16 ore, ad un certo punto si ferma dicendo a bassa voce: “Sono un po’ stanchino”. Ecco, io, dopo 62 anni, sono un po’ stanco di portare la croce di palestinese». «Raccontare lo scrittore Masri nei dettagli sarebbe troppo lungo ma si può avvicinare i lettori a questo lavoro entrato di prepotenza nel top delle vendite in libreria - spiega Marco Cima, direttore del Polo Museale del Canavese - A caratterizzare questa produzione va sottolineata la delicatezza con la quale lo scrittore tratta temi scottanti e fortemente divisivi, con un atteggiamento di profonda comprensione, addirittura per coloro che da decenni dilaniano la sua terra. Egli ha manifestato e manifesta grande tolleranza rifuggendo i contrasti con uno spirito squisitamente pacifista. Chi lo conosce bene l’ha visto soffrire fino alle lacrime per i drammi del suo popolo ma non lo ha mai sentito pronunciare una sola parola che evocasse odio o vendetta. Nell’incipit dice di essere nato in una terra dove il buio scende presto e avendo vissuto a lungo per non impazzire è diventato un raccontastorie, perché raccontare è terapeutico per sé e per gli altri. Ebbene, i suoi racconti vanno considerati con questo spirito. Le sue storie, dipanate con sapienza, indicano la strada alla moltitudine di uomini e donne che tentano la sorte lasciando i loro paesi dilaniati dalla guerra per il miraggio dell’Italia e dell’Europa ma anche a noi, italiani ed europei che spesso perdiamo l’orientamento dimenticando che siamo tutti migranti».
 
Davide Motto ha prestato la sua voce calda e pacata per leggere alcuni brani che hanno fatto correre brividi di commozione nel pubblico perché gli scritti di Masri vanno dritti al cuore e toccano i sentimenti profondi, nonostante la leggerezza della sua prosa capace di coniugare il dramma con l’ironia che non risparmia se stesso: «Leggere la sua prosa - concludono dal Polo Museale del Canavese - significa avvicinarsi a un uomo che viene da lontano, non soltanto in senso geografico; uno che ha distillato l’esperienza di sopravvivere pacificamente in un mondo ostile e violento come quello inaspettatamente emerso dalle brume del Novecento e sfociato nei drammi epocali dei primi decenni del terzo millennio».