IVREA - Il museo Garda compie 10 anni con «Elogio della fragilità» - FOTO

IVREA - E’ stata inaugurata sabato 17 febbraio 2024, a Ivrea al Museo Garda la mostra «Elogio della fragilità». Al taglio del nastro hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore, e il consigliere metropolitano e primo cittadino di Castellamonte, Pasquale Mazza.

Il 2024 segna un traguardo importante per il Museo Civico Garda, che il 31 gennaio 2014 è stato riaperto al pubblico. «Da quel giorno sono passati dieci anni, durante i quali lo staff del museo, sostenuto dall’Amministrazione e dai contributi della Fondazione Guelpa e di altre Fondazioni ed Enti, si è impegnato a conservare e valorizzare il patrimonio delle collezioni, allestire mostre in grado di valorizzare i beni culturali del territorio e, in particolare, a divulgare la cultura olivettiana – spiegano gli organizzatori della kermesse, che sarà visitabile fino al 14 luglio 2024 - Per celebrare questo importante traguardo si è voluto valorizzare le collezioni permanenti del museo, cercando al loro interno un nesso, un elemento trasversale che fosse in grado di offrire al pubblico elementi di novità. L’argilla, nelle sue varie declinazioni dalla terraglia alla porcellana, è l’elemento presente in tutte le collezioni. In quella archeologica si manifesta in forme e consistenze diverse: dalle semplici tegole per un tetto alle elaborate lucerne o anche agli oggetti di uso comune presenti sulle mense dei romani. Nella collezione Guelpa-Croff sono presenti servizi da tè, da caffè, importanti e completi servizi da tavola, ma anche oggetti isolati di grande pregio che, per l’occasione, sono stati studiati rivelando alcune novità. Più numerosa e consistente è la presenza di oggetti in ceramica nella collezione orientale».

L’esposizione di alcuni di questi oggetti diventa non solo occasione di condivisione e fruizione ma anche momento di studio e ricerca e in alcuni casi anche di restauro: «Nel progettare la mostra si è cercato, oltre a individuare un elemento di connessione, di rafforzare il contenuto, approfondendo alcuni significati di cui questo semplice elemento poteva essere portatore: la fragilità, la debolezza insita in questa materia che si rompe, frattura e scalfisce facilmente, ma anche all’opposto, la capacità di utilizzare una debolezza, una ferita per creare forza, bellezza e rinascita, come attraverso l’’antica tecnica del kintsugi - aggiungono dal Museo Garda - La mostra, oltre a esporre oggetti delle collezioni del Museo Garda, le valorizza mettendole a confronto e creando relazioni con altre opere d’arte provenienti da importanti musei, fondazioni e collezioni private».

Di grande rilievo anche le connessioni con il territorio, in particolare con la tradizione ceramica espressa dalla città di Castellamonte, riconosciuta eccellenza dall’AiCC (Associazione italiana Città della Ceramica), attraverso le creazioni di alcuni artisti del secondo Novecento, che permetteranno di comprendere le evoluzioni di questo materiale duttile e trasformabile, sino all’utilizzo della stampa 3D. La mostra Elogio della fragilità è stata ideata e coordinata da Paola Mantovani e realizzata grazie allo studio e alla curatela importanti studiosi come Raffaella Ausenda e Marco Guglielminotti nonché di Alessia Porpiglia e Luca Diotto e dall’esperienza artistica di Sandra Baruzzi, Guglielmo Marthyn e Chiara Lorenzetti. La mostra è stata realizzata con il contributo di Fondazione Guelpa e Fondazione Crt.