IVREA - La città «museo a cielo aperto» con le due opere di Mitoraj in piazza Ottinetti - FOTO e VIDEO

IVREA - Taglio del nastro, oggi pomeriggio, giovedi 21 luglio 2022, per la mostra a cielo aperto «Mitoraj a Ivrea. Mito e letteratura» allestita in piazza Ottinetti. La mostra vuole mettere in luce il mito, punto di incontro tra la letteratura e l’arte, campo privilegiato del lavoro di Mitoraj che affonda le radici nella tradizione classica e nel mito greco: una forma di resistenza, di difesa, di attaccamento “al bello” che oggi rappresenta più che mai un messaggio di speranza. Le opere di Mitoraj sono portatrici di un significato così profondo da superare il tempo e vanno ben oltre la loro presenza fisica: rappresentano un legame tra passato e futuro, tra lo scorrere del tempo e la permanenza della natura umana. Un evento nel calendario di Ivrea capitale italiana del libro 2022.

Ivrea ospiterà fino al 27 novembre in Piazza Ottinetti Ikaria grande, opera del 2001, ed Hermanos, del 2010, entrambe in bronzo. Ikaria grande, imponente opera alta oltre 6 metri, si riferisce a uno dei miti che più hanno appassionato l’artista, quello del volo, che Mitoraj ha esplorato lungo tutto il suo percorso di ricerca. Hermanos, affonda le radici nel tema dei gemelli, diversi e uguali, desti e sognanti, separati ma comunque per sempre uniti. 

«Ho voluto fortemente questa mostra in occasione di Ivrea Capitale del Libro, scegliendo la Piazza Ottinetti quale scenario – ha dichiarato Costanza Casali, Assessore alla Cultura – poiché è il cuore della conoscenza di Ivrea, in quanto sede della Biblioteca e del Museo Civico ed è il luogo in cui sorgerà la nuova biblioteca intesa in chiave moderna. La cittadinanza eporediese e tutti coloro che faranno visita alla città in questi mesi potranno godere di uno splendido museo a cielo aperto, un palcoscenico metafisico ove le opere monumentali avranno il loro giusto corollario e la bellezza e l’armonia, tanto care al Maestro, contribuiranno non solo a rendere Ivrea ancora più attrattiva, ma anche ad accrescere la curiosità e l’amore per la cultura. Mi piace inoltre sottolineare il rapporto che legava Mitoraj a Giorgio Soavi, art director di Olivetti, di cui ci rimangono oggi alcune lettere e il volume “Il sapore di quelle bocche” un originale dialogo-riflessione tra Soavi e le sculture dell’artista, rimaste sole, immobili nello studio vuoto».