
IVREA - Elisa Benedetto, docente del liceo Carlo Botta di Ivrea, sarà uno dei membri della giuria della Nona edizione del Premio Friuli Storia, che si terrà mercoledì 1 giugno alle ore 11.00 presso il Salone del Popolo del Comune di Udine. Il Premio nazionale di storia contemporanea “Friuli Storia” viene assegnato annualmente all’opera di storia in grado di coniugare al meglio originalità, rigore scientifico e potenzialità di diffusione oltre la cerchia degli addetti ai lavori.
Tra i numerosi patrocinatori del premio, interverranno all’evento anche Giuseppe Morandini (Presidente della Fondazione Friuli), Roberto Pinton (Rettore dell’Università degli studi di Udine), Lorenzo Sirch (Presidente della Banca di Udine Credito Cooperativo) e Tommaso Piffer (Presidente della giuria del Premio Friuli Storia e Professore di storia contemporanea dell’Università degli studi di Udine).
Da sempre Elisa Benedetto collabora con grandi menti al fine di portare alla luce la grande storia che trapela dai nostri territori: la collaborazione con l’autore Fabrizio Dassano ha comportato la pubblicazione delle opere “Ex voto della Grande Guerra nell’Eporediese e nelle Valli Alpine Canavesane” e “Bernardo Perazzone, un fotografo eporediese alla Grande Guerra”. Hanno inoltre organizzato nel 2014 la mostra al Museo Garda di Ivrea “Oltre le linee”; il Castello d’Harcourt di Azeglio ha invece ospitato altri due eventi, sempre frutto della loro collaborazione, ovvero i convegni “La Conservazione della memoria lontano dai campi di battaglia” nel 2018 e “D’Annunzio a cent’anni dall’impresa di Fiume” nell’anno successivo. Insieme all’associazione Canapisium, agli inizi di quest’anno, Elisa Benedetto ha poi organizzato la mostra “Dalla Belle Epoque alle trincee” presso il Palazzo Marini di Borgofranco d’Ivrea.
Da sempre la docente Elisa Benedetto ha dimostrato grande passione ed interesse nei confronti di queste tematiche: aveva infatti esordito in gioventù collaborando con il Museo della Grande Guerra di Gorizia, stringendo rapporti con lo storico triestino Lucio Fabi, con lo scrittore Fulvio Tomizza e con il co-fondatore del Museo di Kobarid (Caporetto) Želiko Cimprič.








