
IVREA - Un riconoscimento che nasce per valorizzare gli artisti internazionali, con particolare attenzione a quelli italiani ed europei, offrendo loro un’occasione unica di incontro diretto con i galleristi di Milano, nel cuore di Brera, il quartiere simbolo dell’arte e dell’innovazione. Si tratta del «Premio Brera» 2026, promosso dall'associazione Pitturiamo. L'evento ha visto tra i protagonisti l'eporediese Daniela Borla Dabò.
Lo scorso 13 marzo, nel capoluogo lombardo, la talentuosa pittrice canavesana è stata premiata dal noto critico d'arte (e volto televisivo Rai) Roberto Litta per la sua opera «La Città della luce», attualmente esposta in via Palestro nell'ambito del progetto «Ivrea città d'arte». «In quest’opera, Dabò trasfigura il paesaggio urbano in un’esperienza sensoriale vibrante. Attraverso un uso sapiente dell’acrilico su tela, l’artista non si limita a ritrarre una struttura, ma ne estrae l’anima energetica - si legge nella motivazione che hanno portato al premio Brera - Il titolo, “Città della luce”, trova riscontro in una tavolozza dominata da ori acidi e bagliori ambrati che sembrano scaturire dall’interno della materia stessa. Le pennellate materiche e stratificate creano una tensione tra la solidità architettonica e la fluidità luminosa. Dabò dissolve i confini del reale, invitandoci in una metropoli astratta dove la luce non illumina le forme, ma le genera, elevando il cemento a dimensione spirituale».
Insieme al compagno Luca Stratta, Daniela Borla ha portato «fisicamente» in esposizione nella pinacoteca milanese un'altra sua magnifica creazione riguardante la battaglia delle arance dello storico carnevale. Le opere di Dabò hanno colpito e conquistato tutti. I critici si sono molto incuriositi informandosi sul progetto «Ivrea città d'arte», su Ivrea e sul Canavese. In particolare, proprio Roberto Litta ha apprezzato uno degli ultimi dipinti dell'artista eporediese: «La donna in rosso».











