
IVREA - Penultima di Carnevale sotto la grandine. È qui che forte e unito si è visto, ancora una volta, il popolo del Carnevale con un’affluenza straordinaria di pubblico, che ha invaso le strade cittadine fin dal mattino. Circa ottomila persone si sono alternate nel corso degli eventi, attratte da un ricco programma di appuntamenti, sotto un cielo inizialmente sereno e con temperature miti. Un cielo sereno che, nel pomeriggio, alla seconda alzata, si è improvvisamente fatto buio, portando con sé una pioggia di ghiaccio: un evento mai visto negli annali del Carnevale. Incessante per oltre un’ora. Ed è proprio qui che lo spirito del Carnevale si è mostrato più forte che mai.
Il Corteo ha sfilato orgoglioso e imperturbabile sotto i chicchi di ghiaccio. Alcune Componenti protette da leggeri impermeabili, altre – come pifferi e tamburi – imperterrite nel suonare con fierezza per mantenere viva l’atmosfera, senza alcuna protezione. Tra loro, i piccoli Abbà, protagonisti del pomeriggio: felici e al tempo stesso un po’ spaesati di fronte a un clima straordinariamente insolito, protetti dalle loro mantelle. Una giornata che resterà impressa nella memoria. Forte e unito è stato anche il supporto degli eporediesi che non hanno dato forfait: al contrario, si sono stretti l’un l’altro, cercando rifugi di fortuna tra un momento ufficiale e l’altro, accompagnando il Corteo, tappa dopo tappa, fino a quando il sereno è finalmente tornato.
Carnevale, a Ivrea, è questo: sotto una pioggia gelida e insolita, un piffero improvvisa una danza a due in corso Cavour accompagnato dal suono dei compagni mentre attendono che il corteo si riformi per dirigersi verso l’alzata successiva; gli alfieri avanzano sicuri, guidati da Cristina Mazzola che applaude i suoi e la folla, una folla che ricambia e non molla; è l’affresco delle picche in piazza di Città, appena realizzato, che in parte scivola via creando un fiume di colori sotto il Corteo che sfila. E poi c’è il Generale, nel giorno del suo compleanno, che saluta e scruta la folla cercando di ricambiare ogni singolo richiamo, ogni sguardo: fiero del ruolo, ma capace di trasmettere calore e gratitudine con ogni gesto. Infine, ci sono i volontari che, inermi sotto l’acqua e il ghiaccio ma instancabili, hanno proseguito come sempre affinché la festa potesse svolgersi pienamente, senza esitazioni, per la Città.
Come ogni anno, la manifestazione è iniziata con le lunghe file davanti alle fagiolate rionali di Montenavale, Torre Balfredo, Santi Pietro e Donato e Cuj dij Vigne (50 anni quest’anno), che sin dalla sera precedente hanno lavorato senza sosta per preparare i tradizionali fagioli grassi. Un piatto che, come sempre, ha riunito la comunità in un’atmosfera di collaborazione e festosa convivialità, caratterizzata da quello spirito di comunità rionale che le distingue. La mattinata è stata splendida, carica di energia e trepidazione. Un’energia palpabile attraversava corso Massimo d’Azeglio mentre, uno dopo l’altro, i carri si allineavano in attesa del via. Sono stati i protagonisti assoluti della mattinata, schierati in tutta la loro bellezza, carichi di allegria, amicizia e pronti a sfilare dopo un anno di attesa. Un momento che dà il là a tutto: tra pochi giorni saranno in Battaglia, protagonisti insieme alle nove squadre di aranceri a piedi di quello spettacolo unico al mondo che è la Battaglia delle Arance.
Dopo la parata, si è svolta la Riappacificazione tra i rioni di San Maurizio e Borghetto, momento simbolico di grande significato. Come recita il Libro dei Verbali: «un giorno la pace fu suggellata grazie alla saggezza delle donne eporediesi». Nel pomeriggio, le Alzate degli Abbà hanno preso il centro della scena. I giovani Priori, emozionati, sono stati accolti con grande partecipazione dalla piazza. Una giornata che ricorderanno per sempre, piccoli e famiglie, in un Carnevale che – a memoria d’uomo – nessuno ricorda segnato da una pioggia ghiacciata. Viola Rossi per San Grato, Margherita Ganio per San Maurizio, Allegra Maria Bergantin per Sant’Ulderico, Lea Bessolo per San Lorenzo e Chiara Perotta per San Salvatore. Emozionante vedere i genitori scendere, mano nella mano, in piazza - nel cuore pulsante del Carnevale - per vedere i propri figli durante il momento dell’Alzata. Ora l’attesa cresce. Il Carnevale entra nel vivo. Arrivederci a giòbia ’n bot.












