
IVREA - C’è anche un pezzo di Canavese nei premi “Da Rosa nasce cosa”, destinati a giovani medici, psiconcologi e a team di infermieri impegnati nell'ambito della ricerca oncologica. Si tratta di una meritoria iniziativa realizzata dall’associazione DaRosa onlus nata per diffondere i risultati nel settore della ricerca medica, infermieristica e psiconcologica e supportarne l’attività. Il presidente del sodalizio, che lo scorso 26 settembre a Torino ha assegnato gli importanti riconoscimenti, è infatti Alessandro Traverso, originario di Ivrea.
«L’associazione è stata creata da Lorenzo Cabodi Gatti, Francesca Savasta, Alberto Cabodi, Alice Barreca, Elisa Rosa e da me nel 2015 in seguito alla scomparsa nel 2014 a soli 32 anni di Daniele Rosa, giovane professionista di Trofarello e socio fondatore di Nash Advisory Srl, primaria società specializzata in attività di M&A– racconta l’imprenditore Alessandro Traverso – Daniele aveva una nel suo carattere una forza individuale unica. E’ stato lui a trasmetterci l’energia giusta non solo per dare vita, ma anche per continuare nella mission della onlus: sostenere la ricerca oncologica di giovani professionisti che lavorano in Piemonte e Valle d'Aosta. L'impegno costante dei donatori è, infatti, dedicato a finanziare con fondi privati la ricerca di medici under 40, team di infermieri professionali e psiconcologi che quotidianamente lavorano nelle strutture del nostro territorio».
L’associazione è cresciuta in particolare negli ultimi anni. Merito dell’impegno, passione e determinazione di Alessandro Traverso, che è stato anche tesoriere della DaRosa, del segretario, Alberto Marino, dell’attuale tesoriere, Chiara Di Natale, di Alice Barreca, socia fondatrice, e di Giuseppe Rosa, presidente onorario. Può, inoltre, contare sull’appoggio di partner significativi e della rete oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta, che ha deciso sin da subito di affiancare la onlus nella diffusione dei bandi. «Ogni anno, ne vengono pubblicati tre, in modo da poter finanziare le attività scientifiche di ricerca sul cancro nelle sue più diverse forme. Ogni persona e ogni azienda che sceglie di donare a DaRosa sostiene la ricerca oncologica – aggiunge Alessandro Traverso – Viviamo, anche se ogni tanto ce lo scordiamo, in un Paese con uno dei migliori sistemi sanitari al mondo. Le strutture che fanno ricerca oncologica sono delle eccellenze. Tuttavia, c’è bisogno e molto da fare. Le crescenti esigenze di nuova conoscenza scientifica delle cure sul cancro e in modo complementare di sostegno e assistenza infermieristica motiva quotidianamente il lavoro dell’associazione. Il nostro obiettivo è consentire ai ricercatori di non mollare, rafforzando la loro attività di ricerca. Vogliamo dare un contributo affinché i nostri più validi professionisti continuino la propria carriera professionale in Italia. Per questo con il premio non eroghiamo denaro, ma acquistiamo beni e servizi per i ricercatori o i team di ricerca».
Se il giovane neodiplomato Alessandro, in procinto di partire dal Canavese per completare gli studi universitari a Torino, incontrasse l’Alessandro Traverso di oggi cosa gli direbbe? «E’ una bella domanda. Ho vissuto e studiato a Ivrea fino a 18 anni. Poi mi sono trasferito a Torino, dove mi sono laureato all’università in Economia aziendale e marketing, ma il legame con il Canavese è rimasto. Anzi, più passano gli anni e più si rafforza. Stando lontano, ho imparato ad apprezzare ancora di più le sue bellezze ed eccellenze. Oggi, sono in piena corsa e crescita. E’ un’indole naturale del mio carattere. Faccio impresa da 3 anni. Sono amministratore delegato di CoreSales e CCO di Xori Group, nella cui sede si è tenuta la consegna dei premi DaRosa. Ho contribuito a costruire un gruppo che conta 210 dipendenti e ha 8 società collegate. Siamo attivi in tre ambiti: marketing-sales, ricerca applicata all’energia e ingegneria. Questa attività di impresa è stata utile nell’aiutare l’associazione DaRosa. Non si può fare del no-profit senza conoscere il profit. Non abbiamo ancora premiato medici, infermieri o psiconcologi di Ivrea e Canavese. Nel futuro mi piacerebbe collaborare col nostro territorio e magari supportare questa realtà che ha sicuramente in ambito medico professionisti preparati».












