INGRIA - Il paese entra a far parte de «I Borghi più belli d'Italia» - FOTO

INGRIA - Sabato 4 giugno si è tenuta a Ingria la cerimonia ufficiale della consegna al piccolo Comune della Valle Soana della bandiera de «I Borghi più belli d’Italia». Si tratta di un riconoscimento importante, accolto con grande soddisfazione dal sindaco Igor De Santis: «Entrare a far parte di questo prestigiosissimo club, ottenendone la sua certificazione è sicuramente un importantissimo risultato, che premia l’enorme sforzo di chi in questi anni ha vissuto e creduto in Ingria, obiettivo che però ci proietta anche verso nuove sfide ed ambiziosi traguardi. Essere il primo Comune canavesano della storia a poter vantare questa onorificenza è infatti sicuramente un grande orgoglio ma anche responsabilità nel mantenimento. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto e lavorato costantemente in questo progetto, come per altri importanti che stiamo portando avanti, tra cui la finale mondiale dei Comuni fioriti per la quale avremo la visita dei giudici internazionali a metà giugno e poi finalissima in Canada. Sono veramente troppe le persone e le associazioni che in questi ultimi quinquenni hanno fatto diventare rinomato il nostro Borgo con le sue Frazioni, sicuramente non basterebbe questo comunicato per elencarle tutte, quindi esprimo semplicemente un grazie a tutte le autorità ed amici intervenuti per la cerimonia di consegna della bandiera, a partire dai rappresentanti della stessa Associazione de “I Borghi più belli d’Italia” Pier Achille Lanfranchi e Francesco Bordino, rispettivamente Vicepresidente nazionale e Coordinatore regionale».

L’Associazione de «I Borghi più belli d’Italia» è stata fondata circa 21 anni fa su impulso della Consulta del Turismo dell’Anci. Questa iniziativa nacque dall’esigenza di valorizzare il grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri che risultano spesso emarginati dai flussi dei turisti. L’Associazione si prefigge di garantire soprattutto il mantenimento di un patrimonio di monumenti e di memorie che altrimenti andrebbe irrimediabilmente perduto, incentivando così da una parte persone a ritornare a vivere per esempio nei piccoli centri storici e dall’altra a far sì che i visitatori che sono interessati a conoscerli possano trovare quelle atmosfere, quegli odori e quei sapori che fanno diventare la tipicità un modello di vita che vale la pena di gustare con tutti i sensi.

Alla cerimonia ufficiale ha presenziato, insieme al vicepresidente della Regione Piemonte Fabio Carosso, anche il consigliere comunale e regionale Andrea Cane: «Per essere ammessi ai Borghi più belli d’Italia e utilizzare il marchio di cui è proprietario, ogni Comune deve soddisfare alcuni criteri, indicati come requisiti essenziali nella “Carta di Qualità” e nel “Regolamento”. Da ciò si può capire come non sia stato facile nel corso degli anni strappar via dall’anonimato un borgo che ora è diventato un gioiello da preservare anche dalle prossime generazioni, certo dell'orgoglio dei nostri nonni, bisnonni e antenati che sono nati in queste montagne».