
FAVRIA - Puntuale come ogni anno è arrivata a Favria la festa della borgata di San Grato, che chiude il ciclo delle celebrazioni religiose delle borgate cittadine. Ultima manifestazione religiosa del calendario, la festa si svolge attorno alla cappella di San Grato, che un tempo fu anche chiesa parrocchiale della diocesi di Ivrea con il nome di San Pietro de Peza, «peza» toponimo che indicava un terreno comune in epoca longobarda. La cappella sorge accanto al cimitero cittadino e da sempre raccoglie grande devozione.
Durante la novena, la musica e la preghiera si intrecciano: quest’anno, venerdì 12, è stata la corale La Cantoira di Canischio a elevare i canti sacri, mentre i tradizionali biscotti di San Grato, fragranti e generosi, hanno ricordato che lo spirito ha bisogno di nutrirsi, ma anche la gola chiede la sua parte. Il sabato 13, la tradizione si è fatta rito antico con l’incanto delle trecce d’aglio. La voce affabulatrice di Antonio e Marcella ha rinnovato un gesto che affonda nei secoli: l’aglio, umile e potente, simbolo di salute, forza e prosperità, è diventato oggi segno di comunità e memoria condivisa. Non sono mancati oggetti messi all’incanto dai commercianti di Favria, mentre per i più piccoli il cielo si è illuminato con il volo di piccole mongolfiere luminose, leggere come preghiere colorate.
La domenica 14 settembre è stato il cuore della festa, religiosa e popolare: alle 11 la Messa solenne e la processione hanno trasformato Favria in un unico respiro di fede e appartenenza; a seguire, il rinfresco del Comitato di San Grato, perché il cibo condiviso è la più antica delle liturgie; infine, l’attesa lotteria, con premi ambiti come una Smart TV da 43 pollici, una bicicletta e molti altri doni. La vendita dei biglietti, iniziata già durante la novena, ha reso tutti partecipi della gioia dell’attesa.
Un grazie sincero va alla Filarmonica Favriese, sempre presente, al presidente del Comitato, architetto Adriano Martinetto, e a tutti i volontari del direttivo del comitato che hanno reso possibile la festa. Un ringraziamento particolare anche al parroco don Gianni Sabia, che ha guidato i momenti religiosi con fede e partecipazione, e al comandante della Polizia Locale, dott. Ivan Ravalli, che insieme ai volontari della Protezione Civile comunale ha garantito la sicurezza e l’incolumità dei fedeli durante la processione. Perché, come dimostra ogni anno la comunità di Favria, l’unione e la concordia sono una forza invisibile ma potente, che rende grande anche il più piccolo dei gesti. E così, tra musica, fede, amicizia e tradizione, San Grato continua a insegnarci che le feste non sono solo ricordi del passato, ma semi di futuro che nutrono il cuore di una comunità. (Giorgio Cortese)












