FAVRIA - Grande raduno del Vespa Club di Rivarolo - FOTO

FAVRIA - Domenica il raduno del Vespa Club Rivarolo a Favria. I vespisti hanno partecipato alla Santa Messa poi, sul sagrato, la benedizione di don Gianni Sabia a tutti i partecipanti e sicuramente Giacomo (D’Angelo) da lassù si sarà fermato dal suo giro in Vespa a pregare con noi. Personalmente non ho potuto non associare le vespe con le rondini. Se queste ultime sono le messaggere della Primavera con il loro festosi garriti nel cielo, le vespe con il rombo dei loro motori ci annunciano che la bella stagione è finalmente arrivata ma anche che forse il cupo inverno della pandemia volge al termine e proprio di questo nutro nel mio animo ottimistica speranza.

Grazie partecipanti del raduno che avete portato in Favria la spensieratezza delle due ruote su di un mezzo, la Vespa, usata da tanti una volta è ancora adesso come mezzo di locomozione per andare al lavoro e per le spese e non solo per diletto. La Vespa venne brevettata il 23 aprile 1946, la produzione iniziò quasi subito, e nel primo anno la novità fu accolta con un certo scetticismo. Ma a partire dal 1947 le vendite decollarono e per soddisfare le richieste da tutto il mondo la Piaggio dovette costruire nuovi stabilimenti in 13 Paesi.

La Vespa non è uno scooter, la Vespa è la Vespa, è l’idea più innovativa che l’Italia abbia mai avuto dopo l’invenzione della biga della Roma Antica, con la sua sagoma a vita stretta in vita, sembra proprio ad una vespa! Che bella la vespa, simile ad un magico tappeto volante a due posti che passa sopra il traffico, si sa che le quattro ruote portano il corpo, ma due ruote portano l’anima con stile, eleganza, comodità, libertà individuale. (Giorgio Cortese)