FAVRIA - Celebrato Sant'Antonio Abate, benedetti mezzi agricoli e animali - FOTO

FAVRIA - Domenica 30 gennaio 2022, a Favria, è stata celebrata la tradizionale festa in onore di Sant’Antonio Abate e la Festa del Ringraziamento, organizzate dalla Federazione provinciale Coltivatori diretti insieme al Comune. Si tratta di una tradizione antica e beneaugurante, rinnovata con successo e nel rispetto delle norme anti contagio imposte dalla pandemia.

Questa festa è una una ricorrenza molto sentita, perché si tratta della festa dedicata al santo protettore degli animali domestici. Come da tradizione ogni anno nella piazza della Repubblica davanti al palazzo Municipale vengono schierati i mezzi agricoli e i trattori. Questi mezzi, con gli animali, cavalli e cani, vengono benedetti dal Parroco don Gianni Sabia. Il tutto con la colonna sonora della Filarmonica  Favriese, capaci musici sempre ben diretti dal maestro  Alberto Pecchenino.

La storia di Sant’Antonio Abate, vissuto nel III secolo dopo Cristo, ricorda molto quella di San Francesco e le affinità sono numerose. Come il santo di Assisi, anche Antonio Abate amava gli animali e donò tutto ciò che possedeva ai poveri e ai bisognosi, per poi prendere la via del deserto e vivere come un eremita, in solitudine, dedicando ogni momento della propria vita alla preghiera e alla meditazione. Per i più, però, Sant’Antonio è il santo protettore degli animali domestici, l’iconografia del santo lo rappresenta spesso con un maiale ai suoi piedi o un maialino in braccio. Questo legame viene spiegato da alcune narrazioni, tra le quali, la più famosa, è quella di Abate che, per rubare il fuoco infernale e farne dono agli uomini, discese nell'oltretomba e per distrarre i demoni mandò tra loro il suo maialino con una campanella legata al collo, in modo da creare confusione. Questa particolare festa, oltre a ricordare gli animali e la vita del Santo, scandisce anche il tempo tra le semine e i raccolti in agricoltura. Gli animali, oggi sostituiti dai mezzi agricoli, affiancano gli agricoltori, nella fatica del lavoro dei campi e abitano nelle nostre case come animali di affezione.

Questa festa  ci ricorda che l’agricoltura non è solo la bucolica visione della campagne, ma dietro di essa esiste la dura fatica, il lavoro di esseri umani che ci permettono di alimentarci, perché i prodotti che mangiamo in tavola provengono dal mondo agricolo. Oggi con pandemia e nonostante la peste suina, l’agricoltura italiana sta dando un apporto fondamentale a servizio del Paese con la sapienza del coltivare e del custodire, portatrice di responsabilità ambientale e sociale.
L’Italia è una grande risorsa con le sue enormi opportunità e con un’agricoltura straordinariamente moderna. I prodotti agricoli sono identitari, legati ai saperi antichi, alla convivialità, ai sapori che riflettono l’essenza del lavoro agricolo, un valore da preservare, perché non sia solo un bene prezioso del passato ma un patrimonio a cui attingere anche oggi. Dobbiamo ringraziarli sempre gli agricoltori, e non solo oggi nel giorno di festa, per il valore aggiunto delle pioccole azioni quotidiane nel loro duro lavoro che costudiscono il territorio. Un grazie al sempre propositivo presidente della locale sezione Condiretti di Favria Flavio Abbà, ai priori Favole Ilaria, Alex Feira, affiancati dagli attivi giovani agricoltori della locale sezione. (Giorgio Cortese)