
FAVRIA - A Favria la domenica di carnevale ha avuto il sapore delle cose autentiche. Fin dal mattino, nell’aria si diffondeva il profumo dei fagioli cotti lentamente nei grandi paioli: un richiamo familiare che, anno dopo anno, riporta il paese a uno dei momenti più attesi dell’inverno. L’edizione di quest’anno ha segnato un passaggio importante: per la prima volta Alpini e Pro Loco hanno organizzato insieme la fagiolata, riunendo in un’unica iniziativa due tradizioni che per decenni hanno camminato parallele. Un’unione nata dalla volontà di rafforzare lo spirito di collaborazione e offrire alla cittadinanza una festa ancora più partecipata.
Gli Alpini, che custodiscono la preparazione storica nella loro sede da oltre mezzo secolo, e la Pro Loco, che negli anni ha ampliato l’evento portandolo negli spazi pubblici fino al salone polivalente, hanno condiviso lavoro e responsabilità. Il risultato si è visto nella partecipazione: più di 270 persone coinvolte tra pranzo in sala e servizio da asporto. Circa 120 i presenti ai tavoli, mentre oltre 150 porzioni sono state distribuite a chi ha preferito gustare la fagiolata a casa. Oltre ai dati, però, resta soprattutto l’atmosfera. Tavolate animate, brindisi improvvisati, racconti che passano di posto in posto. La fagiolata è un pretesto per ritrovarsi: ci si incontra, si chiacchiera, si ride e si condividono ricordi davanti a un piatto caldo che sa di inverno e di festa.
Fondamentale il contributo dei volontari: 13 Alpini effettivi con 22 aggregati, affiancati dal gruppo della Pro Loco, hanno lavorato dalla preparazione fino al riordino finale. Un impegno silenzioso ma prezioso che ha reso possibile l’intera giornata. Nel menu non potevano mancare gli ingredienti della tradizione: fagioli, carne di maiale e le tipiche quaiette, le cotiche arrotolate dal gusto intenso. Un piatto nato come pasto sostanzioso prima della Quaresima, quando serviva energia per affrontare la fine dell’inverno, e che oggi continua a rappresentare un momento di abbondanza e condivisione.
Tra bambini incuriositi dai paioli, anziani che confrontano i sapori con quelli di una volta e famiglie riunite attorno allo stesso tavolo, la fagiolata si conferma un rito collettivo prima ancora che gastronomico. La giornata si è conclusa con soddisfazione generale e molti ringraziamenti reciproci. Più che un semplice evento, a Favria si è vissuto un momento di Comunità: la dimostrazione che tradizioni e collaborazione, insieme, continuano a dare identità al paese. (Giorgio Cortese)








