
FAVRIA - Favria e San Rocco: fede e tradizione che attraversano i secoli. Lo scorso sabato, 16 agosto, si è tenuta la festa di San Rocco. Un appuntamento sentito, che non ha deluso le attese.
Alle porte di Favria, lungo la storica strada Levata, antica via romana un tempo percorsa dai viandanti, sorge una cappella che da oltre tre secoli custodisce la devozione a San Rocco. Già alla fine del Seicento, la comunità locale consacrò questo luogo al santo pellegrino di Montpellier, considerandolo protettore contro peste ed epidemie. Oggi, grazie al Comitato San Rocco e alla dedizione del presidente Antonio Giuggia, la cappella resta viva e curata. Ogni 16 agosto, fedeli e cittadini si raccolgono per la Santa Messa serale, seguita dalla suggestiva processione notturna. Luci, canti e preghiere accompagnano la statua del santo, creando un’atmosfera intensa dove passato e presente si incontrano.
Vissuto nel XIV secolo, San Rocco dedicò la vita alla cura degli appestati, finendo egli stesso per contrarre la malattia. La leggenda narra che fu salvato da un cane, al quale ogni giorno portava un pezzo di pane: un’immagine che ancora oggi accompagna le sue raffigurazioni, insieme alla piaga della peste, simbolo di coraggio e sofferenza. Dal Quattrocento in poi, il culto di San Rocco si diffuse in tutto il Piemonte, con cappelle e chiese erette come baluardi di speranza. Durante le pestilenze, i fedeli si affidavano alla sua protezione, confidando alla sua misericordia la propria vita e quella dei cari. La cappella di San Rocco a Favria non è solo un luogo sacro, ma un simbolo della continuità e dell’identità della comunità. Ogni anno, la festa rinnova il legame tra storia, cultura e spiritualità, mantenendo vivo il culto del santo pellegrino. San Rocco continua così a vegliare su Favria, proteggendola come fa da secoli. (Giorgio Cortese)












