
CUORGNE' - Una serata iniziata sotto i migliori auspici, con le note vibranti della musica d'autore a scaldare l'aria. Poi, l'impensabile. In un lampo, il buio ha inghiottito il Teatro Comunale Tullio Pinelli di Cuorgné, in pieno svolgimento de "La Notte dei Cantautori". Un atto vandalico mirato, un interruttore generale abbassato con la fredda premeditazione di chi voleva sabotare la magia. Ma Cuorgné e la sua gente hanno risposto con un'ondata di luce che ha spazzato via ogni ombra, trasformando il potenziale disastro in un inno alla resilienza.
Il teatro, gremito all'inverosimile, è stato colto di sorpresa. Un gesto deliberato, un atto vandalico compiuto con l’intento di spezzare l’incanto. Qualcuno ha manomesso l’interruttore generale, tentando di spegnere la luce della cultura e della condivisione. Un silenzio teso per un istante, prima che la risposta, inaspettata e potente, si manifestasse. Non panico, non frustrazione, ma centinaia di smartphone che si sono illuminati all'unisono, trasformando il teatro in un cielo stellato di solidarietà. Marco D'Angeli, leader del gruppo, ha raccontato quei momenti con emozione tangibile: "Il pubblico, gli amici di Cuorgné e del Teatro Comunale Tullio Pinelli è stato semplicemente straordinario per due ore e oltre, ricoprendoci di affetto ed energia".
E quando, finalmente, le luci sono tornate a illuminare il palco, l'energia si è moltiplicata. "Poi è tornata la corrente e allora è stata super festa," ha aggiunto D'Angeli, descrivendo quell’alchimia palpabile tra gli artisti e il pubblico, saldata da un’esperienza condivisa e inattesa. La musica non si è fermata, la comunità ha reagito con forza e maturità. "Oggi l'idiota, ripreso dalle telecamere, verrà denunciato e la musica avrà ancora vinto. Grazie." ha chiosato D'Angeli, sottolineando la ferma intenzione di perseguire i responsabili e, al contempo, celebrando la vittoria dell'arte e della collettività su un gesto di pura ottusità.
"La Notte dei Cantautori" non è stata solo un evento musicale, ma un’esperienza collettiva che ha mostrato il volto più autentico della comunità: che non si arrende, si stringe attorno alla cultura e che trasforma un imprevisto in un’occasione per brillare ancora di più. In fondo, la musica è anche questo: la capacità di unire, di resistere, di rinascere. E quella notte, a Cuorgné, nonostante il buio, nessuno ha smesso di cantare. (S.i.)








