
CUORGNE' - La cultura è di casa a Cuorgnè. Conto alla rovescia per il secondo appuntamento con “Aperibook – L’aperitivo del sabato mattina con l’autore”, nato su iniziativa dell’Assessorato alla Cultura della città delle due torri, in collaborazione con la Biblioteca Civica. Dopo l’ottimo successo del primo incontro, sabato 3 luglio, dalle ore 10.30 alle 11.30 due giovani autori cuorgnatesi presenteranno le loro opere e si confronteranno con il pubblico. Si tratta di Federica Loreni e Matteo Maragna.
Alle 11.30 un piccolo momento conviviale: anche questa volta l’aperitivo verrà offerto da Nova Coop, da sempre attenta alle iniziative sociali e culturali della nostra Città. Il tutto naturalmente nel rispetto delle vigenti normative anti Covid – spiegano l’assessore Lino Giacoma Rosa e il consigliere Giovanna Cresto - Confermata la nuova location degli eventi: il grazioso ed ombreggiato giardino della Scuola Materna Mamma Tilde, in corso Roma. In caso di maltempo l’incontro si terrà nell’ex Chiesa della Trinità di via Milite Ignoto”.
Federica Loreni è nata a Torino il 19 giugno 1978. Si è laureata in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Bologna, fa l’insegnante di italiano e cresce i suoi due bambini. “Da 1 ad oggi” è il suo primo romanzo. Si dice spesso che l'amore possa essere così forte da arrivare a coincidere con l'odio. Come in un canto di catulliana memoria, in un "odi et amo" dal sapore moderno, Federica Loreni ci mostra le due facce di quel sentimento che può darti il respiro o privartene del tutto, come nel fondo di un abisso. L'importante, però, è riuscire sempre a riemergere in superficie.
Matteo Maragna è nato ad Ivrea il 30 giugno 1987, vive e lavora a Cuorgnè. Poeta-operaio, ha partecipato a vari concorsi nel territorio, reading, concerti e rappresentazioni teatrali. In “Omero, non guardarci così” l'autore propone alcune liriche e poesie che riguardano la sfera individuale delle esperienze esistenziali che contrassegnano ognuno di noi. La famiglia e il rapporto genitori-figli, la ricerca della solitudine, la morte, l'incomunicabilità con il mondo esterno. Quello che Matteo Maragna vuole condividere è l'espressione intraducibile di bellezza che il ciclo naturale e i suoi elementi offrono agli occhi dell'uomo.











